La festa di San Ciro a Marineo

A Marineo, piccola cittadina siciliana non lontana da Palermo, si celebra la penultima Domenica d’Agosto, la festa del patrono, San Ciro, un medico egiziano che morì insieme al compagno Giovanni, a causa delle persecuzioni dell’imperatore Diocleziano. Il suo santuario divenne uno dei più celebri del mondo antico poichè Ciro era considerato un taumaturgo.

Con l’invasione araba le reliquie vennero traslate a Roma, poi nel 1600 furono donate ai Gesuiti napoletani che le posero nella chiesa del Gesù Nuovo. La testa di San Ciro venne donata nel 1665 a Marineo, che da quel momento lo elesse a patrono, festeggiandolo ogni anno con una serie di riti suggestivi che hanno inizio la Domenica mattina con la “cunnutta”, una processione di doni votivi dalle radici antichissime. Muli e cavalli riccamente bardati trasportano il grano nelle antiche “visazze”, bisacce, la maggior parte dlle quali ancora risale al secolo XVIII, per ringraziare il Signore del buon raccolto.

La sera, verso le ventuno, comincia invece la processione con la vara, su cui troneggia l’urna in argento con la reliquia. Uno spettacolo molto suggestivo cui partecipano circa cinquemilapersone nell sfavillio di torce luminose. Una parte di queste persone è scalza perchè si dice ha “un purmissione”, cioè ha fatto una promessa, un voto. Ogni quattro anni, si rappresenta nel pomeriggio del Sabato la celeberrima Dimostranza durante la quale gli abitanti di Marineo si trasformano in attori consumati e recitano ventuno scene su vizi e virtù e sulla vita e morte di Ciro che culminano con la Gloria, un maestoso carro trionfale a forma di barca.

Se vi trovate nei paraggi concedetevi una gita a Marineo e godetevi la festa.

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