Gelato: vendite in calo ma resta alimento straordinario “anticrisi”

I tempi del cono e della coppetta fragola e limone sono ampiamente superati. Il gelato è oggi un alimento con una dignità propria al pari di pasta e riso, con un assortimento di gusti che vanno dagli intramontabili stracciatella e pistacchio, ai gusti più elaborati coinvolgendo anche erbe aromatiche e verdure (gelati al basilico, al sedano, ecc). I formati di gelato artigianale e industriale oggi disponibili inducono nel consumatore l’imbarazzo della scelta. Chi di noi non è rimasto, almeno una volta, paralizzato di fronte al frigor o al gelataio prima di scegliere i gusti del proprio cono?

Il gelato è un alimento eccezionale in quanto combina il sapore e il gusto con un ridotto apporto calorico accompagnato però da un una buona presenza di principi nutritivi quali proteine e calcio, e una modesta percentuale di grassi. Non solo durante la stagione estiva, il gelato diventa un alimento ideale che può rappresentare un pasto completo soprattutto quando nel pomeriggio bisogna riprendere il lavoro dopo la pausa pranzo. Infatti, la discreta presenza di zuccheri a pronto uso conferiti dal latte e dalla frutta consente di fare del gelato un alimento piacevole, energetico, ipocalorico e molto leggero. Insomma, un alimento eccezionale, che non dimentichiamo, nel caso di gusti alla frutta può apportare anche vitamine.

Eppure, almeno nei paesi mediterranei, il consumo del gelato è ancora legato alla stagionalità. Quindi, almeno per il mese di luglio sebbene il settore mostri prospettive di crescita molto interessanti fuori dal Bel Paese, le vendite non sembrano decollare per questa estate 2014.

Più che la crisi economica e il calo del potere d’acquisto delle famiglie italiane, la minor vendita di gelato registrato a luglio dovrebbe essere dovuta all’andamento meteorologico anomalo di questa estate 2014 e alle temperature sotto la media stagionale. Le associazioni di categoria prevedono per luglio 2014 un calo del 4-5% delle vendite di gelato. Il business del gelato In Italia vale qualcosa come 2,7 miliardi di euro dove ai 2 miliardi di euro delle vendite di coppette, coni e vaschette si aggiunge l’indotto dei semilavorati e delle relative macchine specializzate.
Tuttavia, gli operatori del settore non sembrano disperare grazie ai segnali molto positivi che arrivano dall’estero dove il gelato sembra mostrare interesse a prescindere dalle stagioni e dalle temperature a tal punto che l’industria dei semilavorati e delle macchine specializzate nella produzione di gelato presentano incrementi di fatturato davvero significativi. Interessante anche l’aumento di consumi di gelato in India, Cina e paesi africani. La vivacità del settore è stata anche osservata nel l’exploit registrato a gennaio dal più importante appuntamento fieristico internazionale del comparto, il Sigep di Rimini (+20% i visitatori, +32% gli stranieri quest’anno).
La strategia di marketing di alcuni operatori emergenti è “educare gli stranieri alla cultura del gelato”. E con questo spirito è nata la Gelato University, la scuola più frequentata oggi nel settore con 7 mila studenti.

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