La Giostra del Saracino di Arezzo

L’ultima domenica di Agosto si disputa ad Arezzo la giostra di San Doanto, in onore del patrono della città. E’ più conosciuta come Giostra del Saracino. E’ un antico gioco cavalleresco che si ispira alla lotta secolare della cristianità occidentale per contenere l’avanzata musulmana in Europa. Questa giostra è documentata dal 1535, ma con probabilità essa si svolgeva anche prima. Disputata fino all’inizio dell’Ottocento, decadde a poco a poco fino a scomparire.

Nel 1931 la manifestazione fu ripresa in maniera stabile per iniziativa del podestà Pier Lodovico Occhini e presto divenne molto popolare. Nel dopoguerra ha continuato il suo percorso, nonostante un periodo di decadenza post fascista.

La Giostra del Saracino si svolge due volte l’anno, sia all’ultima domenica di Agosto che alla prima di Settembre. A chi volesse assistervi per la prima volta si consiglia di giungere ad Arezzo al mattino in modo da godersi le cerimonie che la precedono, dalla lettura del bando al mattino, in piazza del Comune, al colorato corteo storico con duecentottanta figuranti in costume trecentesco e trenta cavalli.

Il torneo si svolge al pomeriggio in piazza Grande. Dopo gli acrobatici virtuosismi degli sbandieratori, lo schieramento degli armati, la lettura della disfida e varie evoluzioni equestri, otto cavalieri, due per ogni quartiere di Arezzo, si gettano, ad uno ad uno, al galoppo, lancia in resta, contro un automa corazzato, che rappresenta appunto un saraceno armato di mazzafrusto, il cosiddetto “buratto re delle Indie”.

Vince la coppia di cavalieri dello stesso quartuere che nel colpire lo scudo del saracino, cheh ha punteggi variabili, secondo le zone,, da un oa cinque, consegue il punteggio più elevato: al suo quartiere va in premio l’ambita lancia d’oro, realizzata da un intagliatore aretino.

Uno spettacolo dal sapore d’altri tempi, che ci riporta ad atmosfere da crociate, al clangore delle spade e alle battaglie corpo a corpo.

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