I cinesi comprano asset strategici nel settore dell’energia in Italia e il ministro Guidi non ne sa nulla?

Il modo di dire “la Cina è vicina” è sempre più vero, comunque lo si voglia interpretare. E’ di oggi infatti la notizia che i senatori del Movimento 5 Stelle, Gianni Girotti e Gianluca Castaldi hanno presentato al ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, un’interrogazione sulla vendita di asset strategici dell’energia in Italia ad una società controllata del Governo cinese.

Secondo quanto dichiarato da Girotti e Cataldi «l’accordo, che avverrà con il closing della cessione nei prossimi mesi, riguarda la vendita a State Grid International Development Limited (Sgid), operatore finanziario internazionale della State Grid Corporation of China controllata dal Governo cinese, di una quota del 35% del capitale sociale di Cdp Reti Spa, a un prezzo pari a 2.101 milioni di euro. In tal modo viene data alla Sgid la possibilità di controllare, partecipare e concorrere alla gestione operativa di Snam e Terna, nelle quali Cdp Reti detiene in ognuna un’importante partecipazione di circa al 30% del capitale sociale».

Per il Movimento 5 Stelle è tutto molto chiaro, si tratta di: «un’operazione finanziaria che darà ai cinesi l’opportunità di concorrere alla gestione delle infrastrutture italiane con conseguenze rilevanti nello scenario energetico nazionale e geopolitico nel quale vedranno l’impegno diretto del Governo cinese nelle scelte e nelle decisione di politica energetica dell’Italia. Infatti, sarebbe interessante osservare quali conseguenze l’accordo avrà in Grecia, dove China Grid partecipa come concorrente di Terna all’acquisizione della quota di maggioranza di Independent Power Transmission, gestore della rete elettrica ellenica, con il manifestarsi della situazione dove controllante e controllata competono per lo stesso obbiettivo».

Girotti e Castaldi sottolineano alla Guidi che «nel merito, non sono chiari quali saranno i reali effetti dell’accordo definito senza un confronto con il Parlamento italiano ed europeo ma che richiede il coinvolgimento dei servizi di sicurezza nazionale» e fanno luce su un retroscena piuttosto imbarazzante politicamente parlando: «Addirittura, perfino il Ministero dello Sviluppo Economico, titolare delle concessioni che permettono alle società delle reti di operare sul territorio nazionale nonché supervisore dei loro piani strategici di sviluppo e controllore dell’esecuzione degli stessi, pare sia venuto a conoscenza dell’accordo solamente da una conferenza stampa». Ma se il tema dell’energia è stato l’argomento principe della prima riunione del Business Forum Italia-Cina, tenutosi a Pechino lo scorso 11 Giugno, proprio in concomitanza della visita del premier Renzi in Cina, Forum al quale è intervenuta la stessa Guidi, non assume forse carattere ambiguo?

I due senatori de Movimento 5 Stelle si dichiarano convinti che «nel merito dell’accordo, su cui ricade una decisione politica fondamentale per il futuro industriale del Paese, sia necessario con urgenza fare chiarezza. Attendiamo, anche ad agosto, che il Ministro Guidi venga nella commissione in Senato per riferire su quanto richiesto al fine di capire se dietro la cessione ai cinesi degli asset strategici del Paese non vi sia una operazione meramente di copertura del debito di Stato ma una visione di geopolitica per la transizione energetica che si incammina verso la via della seta e non guarda più solamente “I cortili dello Zio Sam”».

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