Internet fa bene alla memoria: l’altra faccia della medaglia

Se mio nonno fosse ancora qui con noi, sarebbe uno dei migliori internauti. Aveva una mente geniale e intuitiva. Se per molti aspetti Internet sembra essere alienante della personalità, rendendoci dipendenti e meno relazionali, per altri invece ha aspetti positivi. Questo è il risultato di uno studio della Univesidade do Sul de Santa Caterina, in Basile, e pubblicato sul Journal of Gerontology: “L’alfabetizzazione digitale potrebbe aiutare a ridurre ildeclino cognitivo tra le persone di età compresa tra 50 e 89 anni”. Sembra infatti che Internet faccia bene alla memoria.

Per giungere a questa conclusione, l’équipe di André J. Xavier, che haguidato lo studio, ha analizzato 6.442 volontari nel corso di otto anni. I partecipanti hanno compilato periodicamente un questionario relativo all’utilizzo di Internet e dell’e-mail e hanno eseguito un test di memoria basato sul ricordi di parole lette o ascoltate in precedenza. Così il tema di scienziati, ha scoperto una correlazione tra l’utilizzo degli strumenti tecnologici (cioè alfabetizzazione digitale) e i risultati del test di memoria: i partecipanti che usavano meno Internet e l’e-mail hanno peggiorato le proprie prestazioni nel corso del tempo, mentre gli altri sono migliorati.

Da precisare che l’effetto, è stato osservato al netto di altri fattori, come età e status socio-economico. Anche i soggetti con funzioni cognitive relativamente basse all’inizio dello studio (quelli, per esempio, che già soffrivano di problemi legati all’invecchiamento) hanno riportato gli stessi miglioramenti. “Si tratta del primo grande studio che dimostra che essere digitalmente alfabetizzati migliora la memoria” e che le nazioni che promuovono l’alfabetizzazione digitale “possono aspettarsi tassi di incidenza più bassa per le demenze nel corso dei prossimi decenni”.

Xavier ha spiegato che l’effetto benefico della rete è dovuto al fatto che “il cervello impara a usare nuovi strumenti e interagire con altri cervelli. La nostra memoria non è solamente ‘interna’: è nell’interazione, nella vita quotidiana, nel vedere e parlare con altre persone”. L’uso di Internet, dunque, potrebbe essere un modo per consolidare i collegamenti esistenti e formarne di nuovi: “Alfabetizzazione digitale”, conclude Xavier,“vuol dire nuovi contatti, nuovi orizzonti, nuove interazioni”.

Al cervello dunque questi stimoli non possono far altro che bene, e quindi cari nonni mettetvi al pc e cominciate a navigare!

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