L’Earth Overshoot Day, superata la capacità rigenerativa del pianeta per il 2014

Anche quest’anno con puntuale anticipo è arrivato l’Earth Overshoot Day, ovvero il giorno in cui si supera la capacità rigenerativa del pianeta  e dunque il margine di autonomia mondiale in fatto di consumo di risorse rinnovabili, cominciando a prendere prestiti dalle generazioni future. Questo complicato calcolo viene fatto ogni anno ad opera della Global Footprint Network, un’organizzazione non governativa che si occupa della diffusione di stili di vita sostenibili ed in particolare della ricerca internazionale sull’andamento dell’impronta ecologica, indicatore del consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle.

Nel 2012 questa associazione ha diffuso un calcolo per cui per rinnovare le risorse che bruciamo nel corso di un anno ci vorrebbe almeno un pianeta e mezzo. Il dato diventa ancor più allarmante se si prende in considerazione il fatto che, agli attuali ritmi di consumo, la disponibilità di risorse non è sufficiente per l’intera popolazione della Terra, lasciando così circa 2 miliardi di persone senza accesso ai beni indispensabili per la sopravvivenza. La ricorrenza dell’Earth Overshoot Day è stata ideata in collaborazione con la New Economic Foundation, organizzazione britannica  impegnata nella diffusione di un’economia più equa e attenta all’ambiente.

Quest’anno il giro di boa è arrivato oggi, 19 agosto, un giorno prima  rispetto allo scorso anno, ma tre mesi esatti rispetto al primo calcolato, risalente al 1987, in cui tale giorno è ricorso il 19 dicembre, dunque nel rispetto della costante tendenza ad anticipare mantenuta nell’arco degli ultimi trent’anni. Questa tendenza è iniziata a partire dagli anni Settanta, conseguenza del crescente boom economico ed del diffondersi dello stile di vita consumistico. Impressionante prendere in considerazione il fatto che nel 1961 l’umanità usava i tre quarti delle risorse terrestri, mentre oggi, a soli cinquant’anni di distanza, non basta il cento per cento.

In questo triste traguardo mondiale, l’Italia non fa certo sentire la sua mancanza, con un consumo quattro volte maggiore rispetto alle risorse di cui dispone.

Nonostante la crisi economica, i consumi della popolazione mondiale hanno subito solo un impercettibile rallentamento e continuano ad essere bruciate ogni anno molte più risorse di quante se ne hanno a disposizione, senza pensare troppo alle disastrose conseguenze che ciò implicherà nel futuro, neanche troppo lontano. Sono già evidenti le conseguenze che questa condotta umana comporta sull’ambiente, in termini di scarsità d’acqua, erosione dei suoli, cambiamenti climatici e perdita della biodiversità. Gli uomini chiedono alla Terra più di quanto sia in grado di offrire e in cambio cosa le lasciano?

Questi dati pongono diversi quesiti come questo e dovrebbero farci riflettere sui nostri stili di vita, sulle nostre abitudini quotidiane e sulla reale necessità di molte delle nostre consuetudini.

La corsa ai consumi sta impoverendo il pianeta, siamo così sicuri che arricchisca noi?

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