Libri d’agosto, la vita sugli alberi ne “Il barone rampante” di Italo Calvino

Come è possibile che un ragazzino di 10 anni per difendere delle lumache da una triste fine conduca tutta la vita sopra gli alberi? In una frase è questa la trama di uno dei racconti più belli della letteratura italiana. Cosimo, bambino intelligente e molto sensibile capace di un’empatia eccezionale con la natura, figlio di una famiglia nobile della Liguria è il protagonista di una narrazione ricercata molto attenta alla descrizione dei particolari del contesto rurale e dove i personaggi assumono personalità molto definite.

Il racconto scritto da Italo Calvino nel 1957 descrive una ribellione radicale alla routine di tutti i giorni. Una ribellione che non assume mai i toni violenti e negativi di un processo distruttivo. Cosimo mantiene, infatti, un atteggiamento positivo e di fiducia verso il prossimo: si innamora più di una volta, stringe legami di amicizia anche con chi è ai margini della società come i banditi che vivono nel vicino bosco e coltiva un rapporto sereno con la famiglia…ma sempre senza toccare terra.

Italo Calvino affida a Biagio, fratello minore di Cosimo, il compito di raccogliere le gesta del congiunto che dopo la morte del padre diventa Barone. La rivoluzione fatta da Cosimo che, in qualche modo fugge da un’esistenza già in buona parte scritta dal titolo nobiliare della famiglia di origine, è fatta della voglia di riformare le cose, la propria vita soprattutto, con gentilezza rappresentando il cambiamento che si vuole essere.
La storia è ambientata nella seconda metà del Settecento parallelamente alla Rivoluzione francese .
Si legge, infatti, una certa critica alla nobiltà raccontata, attraverso la famiglia di origine di Cosimo, come annoiata, molto chiusa su stessa ma soprattutto incapace di cogliere la bellezza delle relazioni e dei rapporti umani, soprattutto tra persone molto diverse. È, inoltre, possibile leggerci una certa critica alla classe dirigente italiana degli anni Cinquanta stordita dai benefici del boom economico.

Un testo impegnato ma che può trovare nella tranquillità estiva la giusta collocazione dove poter meditare, come fece Cosimo, fughe dalla propria vita quotidiana.
Un libro adatto per chi ama la lettura e che vede nel contatto con la natura un atto di per se rivoluzionario.
Si propone una frase dello stesso Calvino con la quale commenta “Il barone rampante”: “la prima lezione che potremmo trarre dal libro è che la disobbedienza acquista un senso solo quando diventa una disciplina morale più ardua e rigorosa di quella a cui ci si ribella.”

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