L’inquietante campanella

La campanella è un pianticella che deve il suo nome alla forma dei suoi fiori azzurrini che ondeggiano su lunghi stili. Si distingue dalle altre specie appartenenti alla famiglia delle Campanulaceae per le sue foglie cuoriformi.

Per questa sua leggiadria ha ispirato il simbolo della speranza, ma anche della perseveranza per la sua resistenza alle basse temperature, dato che è diffusa sulle Alpi e gli Appennini. Si dice che quando muove i suoi fiori suoni proprio come un campanella conventuale.

Ma, nonostante l’aspetto apparentemnte gioioso e delicato, questo fiore ha evocato immagini poco rassicuranti, tanto da essere soprannominata “campana dei morti”, quasi evocasse lugubri rintocchi. Si racconta che chi per avventura ne sente il tintinnio, rabbrividisca perchè secondo una credenza popolare suonerebbe per lui l’ultima ora.

Si dice anche che le campanelle siano la casa di fate maligne sicchè, un prato pieno di campanelle non è un luogo dove si possa impunemente sostare, perchè pervaso di incantesimi e malie. In Scozia questo fiorellino è chiamato popolarmente “old man bell”, campanella del demonio.

La sinistra nomea è comune a tutte le tubiflore dalla corolla cilindrica svasata sull’orlo. “Sono piante di poveri frutti” dice Giuseppe Sermonti “bacche o più spesso capsule secche. Il fruto a capsula bruna ripiena di minuscoli semi fa di esse anditi misteriosi, aperture verso l’aldilà, dove le anime sono invitate a penetrare e poi ridotte in sassolini scuri, racchiusi in cassette membranose”.

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