Tre “minivespe nostrane” contro la mosca aliena nemica della frutta

I coltivatori italiani di fragole, ciliegie e piccoli frutti come mirtilli, lamponi e more dormiranno sonni più tranquilli. Uno studio condotto dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento) e dall’Università dell’Oregon (Stati Uniti), infatti, ha individuato tre insetti capaci di contrastare, senza il ricorso alla chimica, una mosca giunta dal sud est asiatico che dal 2008-2009 infesta le coltivazioni di tutta Italia rendendo in pochi giorni la polpa dei frutti di una consistenza inadatta alla commercializzazione.

La mosca nota come Spotted wing Drosophila (Drosophila suzukii) è approdata in Italia per la prima volta in Trentino Aldo Adige per diffondersi rapidamente in tutte le regioni italiane ma anche in altri paesi europei e in Nord-America. La mosca pur essendo caratterizzata da dimensioni molto contenute (2-3 mm di lunghezza) è capace di incidere la buccia dei frutti e di deporre le proprie uova nella polpa qualche tempo prima della maturazione. Questo provoca il disfacimento della polpa e la conseguente perdita della produzione.
Danni consistenti sono stati registrati su altre colture quali vite, susino, pesco, kiwi e albicocco. Gli operatori del settore sono molto preoccupati dall’aggressività di questo moscerino che nelle condizioni ottimali si è dimostrato capace di attaccare diversi frutti e in grado di fare 10 generazioni per stagione.

Già diversi i milioni di euro di danni che hanno caratterizzato l’annata agraria 2013.

Per fronteggiare quella che è diventata, almeno per alcune coltivazioni, una vera e propria emergenza il Ministero della Salute ha concesso in deroga l’utilizzo di alcuni composti chimici che tempo prima erano stati banditi dalla difesa della frutticoltura. Tuttavia, la mosca aliena mostra una grande aggressività che i prodotti chimici sembra no non riuscire a sconfiggere fino in fondo.

I nemici naturali della mosca aliena che sono stati individuati dai ricercatori attraverso due anni di lavoro in pieno campo e in laboratorio sono tre imenotteri, parenti prossimi delle comuni api.

Si tratta di piccole vespe comuni negli ecosistemi italiani che come Leptopilina heterotoma depongono le uova direttamente nelle larve della mosca aliena all’interno della frutta rendendo queste ultime innocue, oppure come Pachycrepoideus vindemiae e Trichopria drosophilae che parassitizzano la mosca poca prima della fuoriuscita dalla frutta durante lo stadio di pupa.

La maggior diffusione di soggetti appartenenti a queste tre specie di imenotteri negli ecosistemi frutticoli dovrebbe essere accompagnato da una minor pressione nei confronti delle piante da frutto e a una significativa riduzione del danno alle produzioni.

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