Il noce, l’albero della duplice valenza

Si racconta che Dione, re della Laconia, aveva sposato Anfitea che gli aveva dato tre figlie: Orfe, Lico e Caria. Un giorno Anfitea accolse con i più grandi onori il dio Apollo che viaggiava attraverso quelle terre. Per ricompensa egli promise alle fanciulle doni profetici purchè non tradissero mai gli dei e non cercassero di sapere quel che non le riguardava.

Qualche tempo dopo arrivò in quei luoghi Dioniso che, ospitato nella casa di Dione, si innamorò di Caria, riamato. Poi ripartì per il suo viaggio intorno alla Terra. Al termine del viaggio, tornò nella casa di Dione, spinto dal forte amore per Caria. Fu allore che Orfe e Lico, incuriosite, cominciarono a spiarlo, infrnagendo così il voto fatto ad Apollo. Gli avvertimenti di Dioniso non valsero a nulla, perciò il dio decise di punirle facendole impazziere per poi tramitarle in rocce.

Caria ne morì per il dolore; ma Dioniso, che l’aveva tanto amata, la trasformò in un noce dai frutti fecondi. Fu poi Artemide, a raccontare questa storia ai Laconi i quali la chiamarono poi Artemide Cariatide, ereggendo in suo onore un tempio.

Il legame del noce alle divinità femminili si è tramandato anche nel Medioevo come raccontato nella leggenda del noce di Benevento. Si diceva che nella notte di San Giovanni le streghe, capeggiate da Diana (l’Artemide greca), volassero a migliaia per recarsi sotto il noce di Benevento dove si teneva un gran sabba. Sembre che quel noce fosse vecchissimo perchè nel VII secolo, durante il regno di Costante II, il vescovo Barbato lo aveva fatto sradicare per por fine ad alcuni riti pagani.

La convinzione che streghe e demoni prediligessero il noce per i loro sabba era diffusa in tutta Italia. A Roma dice una leggenda che la Chiesadi Santa Maria del Popolo fosse stata costruità là dove prima si trovava un noce intorno al quale danzavano migliai di diavoli. Però il noce di Benevento rimase comunque l’albero delle streghe per eccellenza. Perchè?

Tale credenza deriva dal fiume Sabatus, che costeggia la città prima di confluire nel Calore: tale nome ci riporta appunto al sabba. Questo legame con il mondo infernale ha fatto sì che l’albero evocasse un simbolismo funesto. Si dice infatti che non è salutare riposare o dormire all’ombra di un noce e che se radici penetrano nelle stalle facciano deperire il bestiame.

In effeti le sue radici, come le foglie, contengono una sostanza tossica, la iuglandina, capace di provocare la morte di molte piante che crescono nelle vicinanze.
Per quanto riguarda invece il buon liquore, il nocino, si dice che le donne devono staccare le noci nella notte di San Giovanni, con una falceo una lama di legno. L’infusione darà un liquore considerato una panacea.

Ma si sa i simbolismi son doppi, e il frutto di albero è simbolo di rigenerazione, come racconta una leggenda slava sul diluvio, che narra di come le persone destinate a ripopolare il mondo si salvarono grazie ad un guscio di noce. Era usanza anticamente far piovere noci sugli sposi perchè si consideravano ben augurali.

Nelle favole il noce è sempre foriero di tesori o oggetti fiabeschi, e se si trova una noce divisa in tre setti, essa viene considerata portafortuna.

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