Organismi geneticamente modificati (Ogm), è braccio di ferro in Friuli

Il Friuli Venezia Giulia, terra dove il mais raggiunge produzioni molto importanti e di elevatissima qualità, è da tempo diventato il fronte di una “guerra fredda” tra l’imprenditore agricolo Giorgio Fidenato, leader degli Agricoltori Federati e le Procure di Udine e Pordenone. Oggetto della contesa la possibilità di seminare mais ogm. L’agricoltore è tra i più fervidi sostenitori delle coltivazioni ogm mentre le procure hanno più volte ordinato il sequestro e la distruzione dei campi transgenici da lui seminati tra le province di Udine e Pordenone. Fidenato sostiene che dalla sua parte c’è la legislazione europea che darebbe libertà di usare sementi ogm.

Ultimo atto della vicenda il sequestro di due fondi di proprietà dell’agricoltore nei pressi di Fanna che ha riseminato per la seconda volta il mais Mon810 (un mais particolarmente resistente all’attacco degli insetti grazie alla presenza in tutta la pianta di una particolare tossina prodotta da un gene di un batterio e inserito nelle varietà di granoturco più produttive) dopo che un gruppo di manifestanti ha distrutto le giovani piante che aveva seminato a tarda primavera. A riguardo di questo avvenimento l’agricoltore ha dichiarato alla stampa locale: “Sono sempre gli stessi e tutti sanno l’ubicazione. Da ieri sono sotto sequestro, con tanto di fettuccina della Procura. Spero che il fatto che nessuno possa entrare fino a che non saranno ultimati gli accertamenti della magistratura, significhi anche che saranno adottate delle misure affinchè non siano fatti oggetto di vandalismi o distruzione – ha concluso – da parte dei no-global”.

Eppure Giorgio Fidenato non è estraneo a interventi della Procura. È di solo 1 mese fa l’iniziativa della Procura di Udine che per dei campi in località Colledoro non solo ha ordinato il sequestro ma anche la distruzione delle piante Ogm. L’intento dell’agricoltore, dichiarato apertamente (in quanto una semina condotta ad agosto è molto difficile conduca ad un raccolto in quanto troppo tardiva), è quello di provocare le istituzioni sul divieto di coltivare ogm in Italia nonostante, a detta sua, tale possibilità sia prevista dall’Unione Europea.

In effetti, sebbene la legge italiana con articolo 4 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91, preveda pene molto severe per gli agricoltori che seminano e coltivano piante transgeniche (da 6 mesi a tre anni di reclusione e una multa da 10 mila a 30 mila euro), la Corte di giustizia europea con una sentenza del 6 settembre 2012, autorizza la coltivazione di mais Mon810 in Italia (sementi comunque contenute nell’apposito registro europeo).

Tuttavia, sembrerebbe che l’Unione Europea ben presto lascerà libertà di scelta ai singoli stati. È di giugno la riunione dei Consiglio dell’ambiente UE che ha raggiunto un accordo su un progetto di direttiva europea dove gli Stati membri abbiano una maggiore flessibilità per decidere se intendono o meno coltivare organismi geneticamente modificati (Ogm) sul loro territorio.

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