Previsioni Federconsumatori: pioggia di stangate in autunno

Tante voci recriminatorie e pessimiste in questi ultimi giorni di agosto: se Coldiretti lamenta il rilevante calo del budget vacanze degli italiani con conseguenze disastrose sulla imprenditoria del settore turistico, in compenso ci pensa la Federconsumatori a farci sapere che se gli italiani sono stati oculati e parsimoniosi nella spesa per le vacanze hanno fatto benissimo dato che all’inizio della stagione autunnale dovranno affrontare tra settembre e novembre una spesa che potrà arrivare fino ad una cifra stimata di 1.912,37 euro.

Insomma una bella stangata! Sul calcolo della Federconsumatori la voce che incide più pesantemente è quella legata al rientro a scuola dei ragazzi: tra libri e metà del corredo scolastico necessario si calcola una spesa media di 779,25 euro a famiglia, a questa va aggiunta la Tasi (231 euro) la seconda rata della Tari (156,35 euro) le bollette per i consumi (mediamente tra acqua, luce, gas e telefono 460,77 euro) e la spesa di riscaldamento (285 euro). Solo sommando queste  voci si arriva a 1.912,37 euro, ma la cifra potrà risultare più elevata per coloro che hanno qualche figlio all‘Università, dove a Novembre scade la prima rata di iscrizione al nuovo anno che mediamente si aggira sui 326 euro e per le famiglie i cui figli sono iscritti in scuole a tempo pieno, dove il costo della mensa scolastica per il periodo che va da settembre a novembre corrisponderà a 205,50 euro.

Un tale carico di spesa rischia di risultare impossibile da affrontare per le famiglie il cui potere di acquisto è già calato dal 2008 ad oggi ben del 13,4%. Nella valutazione di Federconsumatori la stangata in agguato ad inizio autunno rischia di causare quindi un’ancora maggiore contrazione dei consumi con ripercussioni su tutto il mercato e la produzione nazionale.

Secondo i presidenti di Federconsumatori e Adusbef (Asscociazione Difesa Utenti Servizi Bancari e Finanziari) si rendono necessari interventi urgenti e straordinari per rompere la spirale recessiva in cui il paese è intrappolato ormai da anni e questi interventi dovrebbero comprendere in primo luogo il rilancio dell’occupazione e la capacità di investire nelle istituzioni scolastiche e nei servizi sanitari, permettendo agli enti locali di disporre spese per questi settori.

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