La Rondine dei fiori, la pervinca

La pervinca ha i fusti striscianti e formano così tappeti sempreverdi frai quali in primavera spuntano fiori di un colore molto particolare, un azzuro che trascolora nel malva e da qui l’omonimo colore, il color pervinca. In Russia questa pianticella era molto legata alla stagione primaverile tanto che venne soprannominata “rondine dei fiori”.

Già anticamente la pervinca è stata raccomandata per la cura di molte malattie ed assai apprezzata in fitoterapia per le cefalee e le vertigini, disturbi della memoria, sclerosi cerebrali e per combattere linfomi e mielomi multipli. Le foglie si utilizzano nelle tubercolosi polmonari per le loro capacità emostatiche. E’ anche un ottimo tonico amaro, adatto alle anemie leggere, convalescenze difficili e mancanza di appetito.

Contiene un alcaloide, la vincamina, che migliora la circolazione sanguigna abbassando la pressione arteriosa dilatando i vasi. E’ un fiore a cinque petali irregolari e come tale evoca lapresenza della Grande Madre: infatti nel XVII secolo, in INghilterra, er aconsiderata un’erba sacra a Venere e si raccontava che le foglie mangiate dal marito e dalla sua sposa avrebbero propiziato l’amore fra loro.

Le si attribuiva anche la facoltà di arrestare la fuoriuscita di sangue dal naso se si appendeva una ghiralnda dei suoi fiori al collo. In molti paesi europei er ausanza spargerne i fiori davanti agli sposi me se intrecciavano anche i rami per formarne corone per i morti. Nel Medioevo in Inghilterra talvolta era portata dai condannati a morte: e anche qui vita e morte sono di nuovo contemporaneamente presenti.

Fu amata da Jean Jacques Rousseau che la scoprì nel 1736 nel parco delle Charmettes, a Chambéry, ospite della sua protettrice Madame de Warens. Nel linguaggio dei fiori la pervinca ha ispirato un messaggio dolce, forse un po’ nostalgico, perchè comunica a chi la riceve che si conserva religiosamente il suo ricordo.

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