Il roumiage a Coumboscuro

Il Martedì che precede la prima domenica di Settembre molti francesi di lingua provenzale si avviano a piedi attraversando le Alpi fino a Sancto Lucio de Coumboscuro, nella val di Grana, un minuscolo paesino sulle Alpi nella provincia di Cuneo, diventato il simbolo della rinascita culturale delle genti provenzali in Italia: nelle montagne che vanno dalla Liguria alla val di Susa la popolazione originaria è, infatti, di lingua e tradizione provenzale.

A Sancto Lucio di Coumboscuro viva la famiglia Arneodo il cui capostipite, papà Sergio, insieme con la moglie, entrambi insegnanti, ha fondato più di trent’anni fa il Centre Prouvençal Coumboscuro con un museo etnografico, la prima rassegna documentaria di lavoro, usanze e vita etnica della montagna provenzale. I coniugi Arneodo in modo quasi prodigioso e aiutati dai sei figli, studiosi di tradizioni popolari, musicisti e anche artigiani, pubblicano libri bilingui, in italiano e provenzale, incidono dischi con musiche di origine celtica e altre composte da loro stessi.

Organizzano connvegni, feste, balli, e i due roumiages, i pellegrinaggi che si svolgono il primo a Luglio, in occasione della festa dell’Addolorata, l’altro alla fine di agosto: quest’ultimo è una grande celebrazione della lingua e delle usanze del popolo occitano. Il Venerdì successivo le varie comitive giungono a Coumboscuro dove per due giorni si susseguomo cerimonie religiose, conferenze sulla cultura provenzale, pranzi con specialità della cucina del luogo; e poi teatro, danze all’aperto, canti e musica tradizionale per tutti.

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