Sali speciali e loro usi per la cura del corpo

Del sale in cucina spesso non si parla bene, per lo più perchè si sa che il sale alza la pressione sanguigna ed è buona norma non abusarne. Ma è pur vero che vi sono molte varietà di sali, dai salgemma ai sali marini, i fior di sale e gli aromatizzati, che non solo si usano in cucina, ma anche nei trattamenti di bellezza.

Ecco alcune tipologie e i loro usi.

Sale rosa dell’Himalaya: tra i sali pregiati è praticamente il più famoso, ed è costituito quasi completamente da cloruro di sodio. È considerato anche uno dei più preziosi poichè molto antico: è infatti una formazione cristallina che risale a circa 250 milioni di anni fa. Il sale rosa, nella sua forma più pura, contiene 84 oligoelementi: il nostro intestino lo assorbe completamente, digerendolo meglio di altri sali. Nel trattamento del corpo si usa spesso contro la ritenzione idrica: assunto tramite i pasti, aiuta a depurare l’organismo dagli elementi raffinati introdotti tramite il cibo.

Sale rosso delle Hawai: è un sale marino, utilizzato da secoli nelle religioni locali come elemento purificatore. Ricco di minerali nobili e soprattutto di ferro: cinque volte il comune sale marino. È quindi molto importante per chi soffre di anemia. Nasce dalle acque sature di una particolare argilla vulcanica, detta Red Alea, da cui prende il tipico colore rosso: se utilizzato sulla pelle ha un effetto esfoliante e disintossicante.

Sale nero di Cipro: si estrae per evaporazione ed ha un elevato livello di salinità, caratteristica che lo rende un prezioso detossinizzante. Nella cura del copro si impiega per combattere gonfiori addominali e intossicazioni: la sua tonalità è infatti data dal massiccio contenuto di carbone attivo.

Sale giapponese Aguni: proviene da un’isoletta del Giappone e nasce da una lenta essiccazione sul bamboo che gli conferisce il suo gusto particolarmente morbido. Tra le sue proprietà più importanti c’è la capacità di contrastare in modo intenso le conseguenze negative dell’abuso di caffè.

Sale blu di Persia: proviene dalle miniere del nord dell’Iran, dalla provincia di Semnan. Era considerato un porta fortuna: si usava metterlo sui davanzali o davanti la porta dell’abitazione. È molto prezioso ed è ricco principalmente di cloro, potassio, magnesio e calcio, questi ultimi indispensabili per la salute di denti e ossa. Il suo colore è dato dalla presenza di salvite, minerale grezzo che contiene un elevato contenuto di cloruro di potassio.

Sale grigio di Bretagna: viene raccolto seguendo ancora metodi molto antichi. Sulla costa atlantica della Francia, infatti, sorgono costruzioni di argilla che vengono inondate dalla marea: i raccoglitori poi selezionano i pezzi di sale separandoli dal resto dei detriti, solitamente quando la luce del giorno è ormai quasi affievolita. E’ un sale povero di sodio ma ricco di sali minerali, cosa che gli dona un gusto “poco salato”: è quindi indicato in diete depurative. Si utilizza anche nei casi di pressione alta.

Sale viola di Kala Namak: viene dalla zona indiano-himalaiana, ma è un sale di fossile ricco di zolfo e ferro, si usa spesso nella cucina indiana per esaltare i sapori dei mix di spezie come curry e curcuma. Detto sale zolfato, sale viola o sale nero, è indicato per problemi intestinali e bruciori di stomaco: ma il suo uso prevalente è nel campo della cosmesi, grazie alle proprietà astringenti e purificatrici dello zolfo.

Sale di Camargue: è conosciuto anche come sale di Aigues Mortes, dalla località in cui viene raccolto, rigorosamente a mano: è considerato il caviale dei sali. Proviene dal sud della Francia, da una zona umida nei pressi della città di Arles. Ricco di oligoelementi, nasce solo in determinate condizioni climatiche e in acque limpide: in cucina è utilizzato spesso nei cocktail che prevedono l’uso del sale. Non raffinato, può sostituire il sale comune nelle diete iposodiche.

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