La stellina della terra, il gelsomino

Il gelsomino simboleggia l’Amore divino, ed è per questo che secondo una credenza araba il paradiso è profumato di gelsomino. Un detto indiano così si esprime: “Un gelsomino in fiore sul capo, del sandalo e dello zafferano sulla pelle, una donna amatissima e attraente sopra il corpo, tutto ciò è un’eco del paradiso celeste”.

Si favoleggia che un giorno la madre di tutte le stelle, Kitza, stava preparando ne lsuo palazzo di nuvole gli abiti d’oro per i suoi figli astri quando giunse un gruppo di stelline che si lagnavano delle loro vesti. “La mia è troppo larga”. “La mia non risplende abbastanza”. “La non è guarnita di gemme”. “Io la vorrei attillata”. “Io meno fulgida”. Strepitavano confondendo la povera madre. “Bimbe mie, non fate chiasso” pregava Kitza”. “Non fatemi perder tempo. MOlte sorelle sono ancora nude e potrebbero ammalarsi”. Ma le stellucce capricciose non le davano retta e continuavano a protestare. Finchè passò da quelle parti il re degli spazi, MIcar: udendo quel chiasso entrò nel palazzo. “Che succede qui dentro?” domandò con voce tonante.

Le stelle spaventate, diventarono sottomesse e docili, ma non poterono nascondere la verità. Allora Micar, sdegnato urlò: “Poichè siete così egoiste e pretenziose, vi caccio dal firmamento”. Strappò loro gli abiti d’oro e le scagliò come ciottoli nel fango della terra. La madre cadde inun inconsolabile dolore: “Mi hai tolto dalle vene molte gocce di sangue, inflessibile MIcar. Che mai faranno le mie povere stelle in mezzo al fango? Gli uomini e le bestie le calpesteranno, le umilieranno”.

La signora dei giardini, Bersto, provò pietà per la povera madre. “Kitza”, disse, “potrei aiutare le tue povere figlie. LE trarrò dal fango trasformandole in fiorellini profumatissimi”. Così nacquero i gelsomini, le stellucce della terra.

Questo fiorellino ha cinque petali, e il numero cinque, ha simboleggiato la Grande Madre. Venere, l’Ishtar dei Babilonesi, l’Afrodite dei Greci, è la natura vivente. Nell’Asia Minore si portava coem amuleto il pentacolo, cioè la stella a cinque punte, perchè si credeva che la Madre degli dei proteggesse gli uomi dagli spiriti malvagi.

Il colore di questo profumato fiorellino può variare dal bianco al rosa al giallo e al rosso, esprime un sentimento, uno stato d’animo o un desiderio. Il bianco è segno di Amabilità, il giallo di Felicità. Se si è timidi e non si sa come farlo capire alla propria amata, le si regalerà invece un gelsomino notturno. Se invece si vuole esprimere simpatia, si cercherà quello del Malabar.

Quando invece si è giunti alla fase finale del corteggiamento, il gelsomino rosso delle Indie dirà: “Desidero carezzarti, voglio attarmi a te!”. E per vincerele ultime resistenze sarebbe opportuno aggiungere quello di Goa per dire: “Tu superi ogni beltà”. E dopo la prima notte d’amore si manderà un gelsomino giallo simbolo di Felicità.

Ma se l’amore finisce chi vorrà far capire delicatamente che è giutno il momento della Separazione invierà un gelsomino della Virginia. L?abbandonato o l’abbandonata si consolerà odorando quello del Malabar a fioresemplice, che gli suggerirà Rassegnazoiine e Fortezza.

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