Terra dei fuochi: una questione di rispetto

Quando si parla di Terra dei fuochi, non ci si riferisce solo ad una parte di territorio devastata dai giochi di potere delle organizzazioni criminali che bruciano spazzatura mista, in terreni coltivabili. Si tratta, soprattutto, di uno stato mentale, di un senso civico ormai perduto. Il caso più celebre è quello del napoletano riguardante città come Caivano, Acerra e Giugliano. In quelle zone, le persone erano a conoscenza di ciò che stava avvenendo.

Perché accade tutto questo?
Le organizzazioni criminali hanno fiutato, già venti anni fa, il business legato allo smaltimento dei rifiuti. Aiutati da uno Stato che non ha mai adottato una politica seria sulla gestione dei rifiuti (in Olanda, gli inceneritori sono talmente sotto le loro capacità funzionali, a causa di una raccolta differenziata che riduce al minimo gli scarti misti, che richiedono spazzatura all’Italia) e dal disinteresse (e ignoranza) dei cittadini sulla tematica, le cosche e le amministrazioni prive di etica hanno avuto campo libero per poter mettere in moto la loro macchina da soldi, in barba alle leggi sulla tutela dell’ambiente e noncuranti degli effetti letali per la salute umana.

Perché ha regnato il silenzio in tutti questi anni?
Per la convenienza del momento e per omertà. Quando un uomo facoltoso bussa alla porta di una persona non abbiente, spesso, tutto si conclude con la vendita della propria dignità (a volte obbligata) da parte del povero al ricco. Seguendo questa legge della natura umana, le organizzazioni criminali si impossessarono di alcuni terreni per occultare rifiuti indifferenziati, offrendo qualcosa in cambio a chi deteneva i terreni e a coloro che avrebbero potuto denunciare l’atto illegale. Come avviene per le elezioni, i cittadini sono stati sedati da un compenso economico o da favori personali. Così, ciò che accadeva in quelle terre non è stato denunciato, almeno fino alla comparsa di tumori che hanno colpito numerosi abitanti delle città interessate.

Non solo Napoli. Episodi del genere sono stati riscontrati anche in Lombardia, in Toscana e in Liguria. La distribuzione di discariche con siti di incenerimento dei rifiuti illeciti in terreni agricoli è ormai una moda abbastanza diffusa sull’intero territorio italiano.
Il malcostume, però, non è esclusivo di alcune categorie di persone. Riguarda tutti.

La colpa è sempre degli altri.
Siamo portati a pensare che questi episodi siano attribuibili solo allo Stato, alla camorra e all’Europa. Se vogliamo trovare davvero il colpevole, non resta che guardarsi allo specchio.
Vivere in determinato ambiente non significa deturparlo, maltrattarlo e sfruttarlo oltre le proprie capacità. Il senso civico nasce nel momento in cui si sviluppa in noi una coscienza tale da capire la differenza tra giusto e sbagliato delle azioni quotidiane nell’ambiente che condividiamo con altri.

Un esempio di ordinaria inciviltà.
Percorrendo le varie strade che dal centro di alcuni comuni del salernitano arrivano al litorale, non si può non notare che il percorso è segnato dal nostro menefreghismo e dalla nostra pessima educazione. Chilometri di spazzatura che delimitano le vie di percorrenza dai terreni coltivati, canali di irrigazione dei campi ostruiti a volte da qualche lavatrice, altre da pneumatici, altre ancora da sacchetti di plastica strabordanti.
Questa è la parte che nessuno vede o fa finta di non vedere. Ci affanniamo a tenere pulita l’auto e a far si che le nostre case siano lucenti, ma inquiniamo il nostro ecosistema (lo stesso di altri esseri viventi), anche con gli stessi prodotti utilizzati per far brillare i nostri oggetti.

L’ipocrisia dell’appartenenza. Le amenità naturali non sono opera nostra. Tendiamo a prendercene la potestà per identificarci con qualcosa di bello, per vanteria verso abitanti di un posto diverso o semplicemente perché lo sentiamo nostro, ma senza averne cura.
Sarà capitato a tutti di incontrare persone che enfatizzano la bellezza del proprio luogo di provenienza e si adirano se ne sottolineiamo le criticità. Le stesse persone, in quel luogo, gettano la carta dal finestrino, lasciano l’immondizia per strada, nascondono i resti di una sigaretta sotto la sabbia oppure osservano tutto questo, senza batter ciglio.

Come può un posto essere meraviglioso se chi vi abita contribuisce a peggiorarlo?
Come possiamo decantare la nostra terra, se poi la maltrattiamo? Un uomo che dice di amare immensamente la propria compagna alla quale, invece, riserva dolori fisici e morali continui è sincero? Un uomo capace di provare amore, innanzitutto, rispetta.
Se non siamo in grado di rispettare gli altri esseri viventi e l’ambiente in cui viviamo, difficilmente saremo capaci di amare.

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