Tippy e Bunny alla conquista delle famiglie italiane

Per il momento cane e gatto restano primi nel cuore delle famiglie italiane. Ma quanto durerà? Da qualche anno si sta affermando una vera e propria “conigliomania” che ha portato il piccolo semi ruminante (non è un roditore) a entrare in tantissime case come animale da compagnia. È forse il primo caso che un animale, fino a pochi anni fa allevato esclusivamente per finire al forno, in pentola con le patate, in un così breve lasso di tempo diventa a pieno titolo da compagnia.

Sebbene di dati certi ancora non ce ne siano, il coniglio si conferma al terzo posto per gradimento negli italiani, dopo cane e gatto. E qualcuno dai blog animalisti inizia a proporre il chip obbligatorio anche per queste creature con l’obiettivo di costruire l’anagrafe dei conigli.

Il coniglio è un animale diffuso in tutto il mondo di cui esistono circa sessanta razze con differenze anche molto significative per morfologia, dimensioni, colori e personalità. Erbivoro ha abitudini notturne, mentre durante il giorno preferisce stare nella propria tana, costituita da una grossa buca nel terreno a cui si possono aggiungere brevi gallerie. È detto semi ruminante in quanto, pur non avendo un organo specifico chiamato rumine dove la fibra viene attaccata dalla flora microbica, come invece hanno i bovini, spesso è intento a effettuare una lunga masticazione.

I conigli la mattina presto producono delle feci speciali rivestite di muco che non sono altro che la fibra ingerita ancora non completamente digerita: il cecotrofo. L’animale prima che il cecotrofo cada per terra lo preleva direttamente dall’ano e lo reintroduce nel proprio apparato digerente per completare la digestione.
Questa operazione è fondamentale e deve essere nota a chiunque adotti un coniglio che, tuttavia, in condizioni ottimali di alimentazione può anche tralasciare di effettuare.
L’alimentazione è un punto cruciale per i conigli che devono ingerire soprattutto fieno, paglia, pezzettini di legno e pellet a base di fibra. Altri alimenti di origine vegetali come i semi di girasole possono essere solo un’occasionale integrazione della dieta. Altrimenti si rischia di compromettere il peso forma delle bestiole e di farle vivere molto meno di quanto non potrebbero.

Si tratta di animali che potrebbero vivere anche più di 10 anni, tuttavia la gestione e le tecniche di allevamento domestiche non sono ancora molto diffuse e, almeno ad oggi, un coniglio di casa vive mediamente tra i 5 e gli 8 anni.
Uno degli errori più frequenti che i padroni di conigli fanno è relegare il proprio animale tutto il giorno nella gabbia. Errore gravissimo, questo, in quanto se è vero che è un animale che ha necessariamente bisogno di una “tana” propria dove sentirsi protetto, è altrettanto vero che deve essere lo stesso libero di muoversi, curiosare, esplorare e fare socialità con la famiglia. Troppo spesso l’amico coniglio è considerato un ripiego rispetto a cani e gatti per via delle dimensioni più contenute che fanno supporre un impegno quasi nullo. Non è così! È un animale che in quanto tale ha bisogno di continue attenzioni e la costante supervisione di un veterinario.
Per fortuna stanno nascendo diverse associazioni sul territorio nazionale che possono fornire un supporto in caso di aiuto e, perché no, un momento di condivisione per la passione di questo tenerissimo erbivoro.

Ecco qualche contatto:
Associazione La Voce dei conigli: www.lavocedeiconigli.it
Amiconiglio: www.amiconiglio.it
La collina dei conigli: www.lacollinadeiconigli.it
AAE Conigli: www.aaeconigli.it

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