X Premio Ambiente e Legalità di Libera e Legambiente

A Ripescia, nel Grossetano, è in corso fino al 17 Agosto, il FestAmbiente, il festival nazionale di Legambiente, che in parternship con Libera, ha deciso di premiare 10 persone, distinte per il loro impegno contro le ecomafie e la criminalità organizzata, alla X Edizione del Premio Ambiente e Legalità.

Le drammatiche cifre del Rapporto evidenziano 29.274 infrazioni accertate, più di 80 al giorno, per un giro d’affari che sfiora i 15 miliardi di euro. Un sistema che non conosce crisi, che dipinge una rete di relazioni senza scrupoli, complici imprenditori, politici conniventi e funzionari politici corrotti.
Rossella Muroni, Direttrice Generale di Legambiente sottolinea che “l’imprenditoria criminale cresce perché in tema di reati ambientali, permane un immobilismo politico paralizzante.
La Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti non è ancora operativa”.
Sicché gli inquinatori continuano senza sosta le proprie attività illegali, supportati dal fatto che i reati ambientali non sono ancora stati inseriti nel Codice Penale. Questo rappresenterebbe una primo passo alla lotta contro le ecomafie. La fotografia impietosa del Rapporto sulle Ecomafie di Legambieente rappresenta una vera e propria aggressione ai beni comuni che nel 2013 ha riguardato il 25% dei casi nel settore agroalimentare con 9-450 reati, più del doppio rispetto al 2012, il 22% riguarda le infrazioni alla fauna, il 15% i rifiuti e il 4% il ciclo del cemento.

Ecco i nomi dei vincitori, distinti per il loro lavoro contro le ecomafie.
Andrea Marino, Maresciallo dei Carabinieri di Oppido Mamertino (RC), per la scelta coraggiosa di denunciare l’episodio dell’inchino delle statua, alla processione religiosa in omaggio a Maria vergine delle Grazie.
Roberto Corti, Sindaco di Desio (MB), per aver scelto una linea politica di governo locale in sintonia con i principi di tutela del territorio e legalità.
Giuseppe Cannarile, Comandante della Capitaneria di Porto di Lampedusa, per l’infaticabile lavoro di soccorso in mare di migranti e per l’umanità dimostrata, insieme a tutto il suo personale, durante sopratutto i tragici fatti dell’Ottobre del 2013.
Rossano Tozzi, Sovrintendente Capo del Corpo Forestale dello Stato, per il lavoro, svolto in concomitanza con il NIRDA (Nucleo Investigativo sui Reati contro gli animali) contro le gravi forme di illegalità compiute ai danni di fauna e biodiversità in generale.
Ennio Cillo della Procura della Repubblica di Lecce per il suo impegno professionale a tutela dell’ambiente e dei crimini perpetuati contro esso in materia di abusivismo edilizio.
Sondra Coggio, Giornalista del Secolo XIX per l’attenta attività di inchiesta giornalistica sui temi della criminalità ambientale e sul delicato tema delle “navi dei veleni”.
Tito Ammirati, Presidente della Cooperativa sociale Arcobaleno di Torino, per la capacità di coniugare economia, tutela dell’ambiente e impegno sociale.
Angelo Colacicco, Comandante del Noe di Bari per le numerose attività di contrasto agli eco-criminali, con uno specifico focus sui traffici illeciti di rifiuti.
Mario Salerno, Comandante della Guardi di Finanza di Monza per l’attività di contrasto alle diverse forme della criminalità organizzata ambientale, tra cui l’indagine Clean City.
Oltre ai dieci difensori delle legalità ambientale, un particolare Premio alla memoria è stato riconosciuto a Roberto Mancini, Sostituto Commissario di Polizia di Roma, che ha speso molti dei suoi anni contro la criminalità organizzata. A lui vanno i ringraziamenti per aver svelato l’operatività del clan dei Casalesi e in quella che poi sarà definita la “Terra dei fuochi”, tra le province di Napoli e Caserta.

Condividi questo articolo: 




AH, LEGGI ANCHE QUESTI !



 

Altre Notizie