11 Settembre 2001: inganno globale

Ogni anno, in questa data, scorrono le immagini delle vittime del crollo delle Twin Towers. Migliaia di persone sono morte. Il mandante, però, di questo attentato non ha i connotati di un afghano dalla lunga barba e dal turbante in testa che i media di tutto il mondo, successivamente al crollo, hanno additato come responsabile del massacro.Nulla di più falso.

Le prove
Un pool di architetti, ingegneri e scienziati hanno lavorato nel corso degli anni per stabilire la corretta dinamica del disastro. Ebbene, tutti sono concordi nell’asserire, in maniera decisa, che gli edifici sono implosi su se stessi.Come è possibile? Tutto conduce ad una installazione nei punti chiave degli edifici di materiale esplosivo. Così come avviene per le demolizioni programmate.Considerando i dettagli trascurati dai più, risulta davvero essere una distruzione progettata nei minimi particolari. Scopriamo perché.

La storia nascosta
I Bush, fin dagli anni ‘70, stringono affari con la famiglia Bin Laden per l’estrazione e il commercio del greggio. Bush Senior, proprietario di un’azienda petrolifera (guarda il caso), la Bush Energy, cercava nuovi soci per poter acquistare giacimenti all’estero e rivenderli negli Stati Uniti che, nel breve periodo, potrebbero esaurire le riserve.
Il padre di Osama era alla ricerca di un socio d’affari che avesse influenza sulla politica economica in modo da trarne vantaggio. Si son trovati e (ahi noi) si son piaciuti. Visto che in America le tradizioni si rispettano, il rapporto tra le due famiglie proseguono con la progenie (doppio ahi noi) che vede protagonisti George W. Bush e Osama Bin Laden: una miscela esplosiva. Dalla fine degli anni ’90, tutti i rapporti sulla collaborazione tra la famiglia araba e quella americana risultano secretati o cancellati.

Dettagli trascurati

Altro particolare interessante è stato il cambio di proprietà, nell’Aprile del 2001 , delle Twin Towers.Il complesso del World Trade Center fu affittato per 99 anni anni da parte di Larry Silverstein, magnate ebreo nato a New York. Lo ottenne per 2,3 miliardi di dollari, battendo una società che aveva presentato un’offerta maggiore (sì avete capito bene). Assicurò subito il nuovo acquisto per 4 miliardi di dollari in caso di attentato terroristico.Altro aspetto importante, fu la sostituzione del servizio di sicurezza allora vigente con la Securacom che annoverava nel consiglio di amministrazione Marvin Bush (fratello di George) e come direttore il cugino Wirt Walzer III ( della serie “tutto in famiglia”).

Venne il giorno dell’attentato
Le Torri, dopo l’impatto apparente con due aerei, crollano su se stesse. G.W.Bush si trova in una scuola e non sa cosa rispondere all’agente che gli comunica “l’attacco”, come si vede in 9/11 Fahrenheit di Michael Moore.Subito si parla di un attacco terroristico (nessuno penserebbe ad un atto terroristico interno per interessi personali: sarebbe follia pura!). I giorni seguenti i media monopolizzano l’attenzione sull’accaduto e sulla necessità di rispondere a simile affronto. Si contano i morti: sono 2996. La famiglia Bin Laden, la stessa che i media e la Difesa degli USA hanno da subito “duramente accusato” di essere responsabili dell’attacco, lasciano gli Stati Uniti insieme ad altri arabi di un certo rilievo il 13 Settembre 2001 su ordine diretto di G.W. Bush, nonostante fosse in vigore il divieto di volo. Osama e famiglia hanno lasciato il continente americano in massima tranquillità nello stesso momento in cui l’intero pianeta gli dava la caccia.

I vantaggi degli artefici
Bush, con la scusa dei terroristi, andò in Afghanistan a lanciare bombe di vendetta. Già che c’era, si è inventato il pericolo Iraq, con un Saddam Hussein che non aveva idea alcuna di come si governa un popolo civilmente. Logica conseguenza è stata la necessità di esportare democrazia anche in Iraq, bombardando.Morirono, in 4 anni di bombardamenti, torture e abusi quasi un milione di iracheni, 90% di civili. Dopo il massacro, l’azienda di estrazione di Bush si insediò in pianta stabile in suolo de-saddamizzato. Gli affari gli vanno a gonfie vele.

Silverstein, che fino al crollo delle Torri aveva pagato solo 124 milioni per l’affitto, ricevette, dopo il crollo i 4 miliardi che gli spettavano in base all’assicurazione stabilita alla firma del contratto. Gli affari gli vanno a gonfie vele.

Sono morte tra USA e Iraq più di un milione di persone. Non date per scontato tutto ciò che guardate. “Se l’obbedienza è il risultato dell’istinto delle masse, la rivolta è quello della loro riflessione” Honoré de Balzac

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