99 giorni senza Facebook potrebbero essere il segreto della felicità?

Una persona in media passa 8,3 ore al mese su Facebook. Sono circa 1,2 miliardi di utenti che condividono foto e aggiornamenti di stato, rimangono in contatto con amici e conoscenti lontani, mandano “Like” e “Poke”, commentano e via dicendo, ma siamo sicuri che tutto questo ci renda felici? Questa è la domanda che si pone l’iniziativa no-profit “99 giorni di libertà” e a cui vuole rispondere, invitando gli utenti ad astenersi dall’uso Facebook per, avete indovinato, 99 giorni. Il movimento che promuove l’iniziativa, suggerisce tre semplici passaggi: cambiare l’immagine del profilo con il logo “99 Giorni”, condividono un link per spiegare la propria assenza digitale agli amici, e poi agire: non accedere per 99 giorni.

Aggiungendo la propria voce a un coro di iniziative di disintossicazione digitali, 99 giorni sarà propriamente il sondaggio per coloro che parteciperanno all’iniziativa rispettivamente al 33esimo, 66esimo e 99esimo giorno valutando come lo”iato digitale” colpisce le nozioni personali di gioia. Gli organizzatori ritengono che 99 giorni saranno sufficienti agli utenti per rimanere motivati ​​e impegnati abbastanza a lungo per vedere effetti significativi sull’umore, si spera in meglio.

Ma come si farà a condividere gli approfondimenti, se non si potrà accedere a Facebook per postare un aggiornamento di stato? Questa iniziativa non profit copre con una sorta di messaggio di bordo lo status dei partecipanti, attraverso il quale essi possono inviare i risultati anonimi di come l’impresa stia influenzando la loro vita. Con oltre 35.000 partecipanti che “godono della libertà” nuova, l’iniziativa sarà in grado di dare nuovi livelli di felicità un po’ in tutto il mondo, sempre che i partecipanti scoprano effettivamente che il tempo passato lontano da Facebook sarà pari ad un aumento della loro soddisfazione.

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