Addio al lago d’Aral, contaminato e prosciugato

Nei vecchi libri di geografia era il quarto lago più grande al mondo, e alle scuole elementari lo si immaginava come una mare. Purtroppo oggi il lago d’Aral è praticamente prosciugato, e a darcene triste conferma sono ben quattordici foto scattate dal satellite Terra della Nasa. Come mai? Sempre grazie all’intervento umano naturalmente. Infatti i sovietici negli anni ’50 deviarono il corso dei due fiumi suoi affluenti, il Amu Darya, e il Syr Darya, e questo per irrigare e incrementare la produzione del cotone del unione Sovietica. Proprio un bel risultato!

Philip Micklin, un esperto della Western Michigan University ha riferito al NASA Earth Observatory che “è la prima volta in tempi moderni che il bacino orientale si prosciuga completamente” e che “probabilmente è la prima volta in 600 anni che succede”.

Il fondale del lago è stato contaminato dai prodotti chimici utilizzati nei campi e l’acqua è divenuta sempre più salata, uccidendo fauna e flora e distruggendo l’industria della pesca della regione. Il ritiro del bacino orientale del lago è stato causato da una stagione caratterizzata da precipitazioni scarse, privando pertanto il lago della sua principale fonte d’acqua.

Attorno al lago vivono 60 milioni di persone e per riportarlo al suo livello originario il flusso d’acqua verso il bacino dovrebbe quadruplicarsi. Il progetto costerebbe almeno 16 miliardi di dollari, una cifra che gli stati che si affacciano sul lago difficilmente potrebbero sborsare.

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