Cannabis terapeutica, sarà prodotta all’Istituto chimico farmaceutico militare

Sarà l’esercito a produrre i farmaci cannabinoidi presso  lo stabilimento chimico-militare farmaceutico di Firenze. Finalmente i malati italiani potranno ricorre a questa “medicina” per alleviare i dolori da cancro,Aids ma anche contro i dolori cronici e neuropatici, come quelli della sclerosi multipla .

Lo Stabilimento chimico-militare aveva denunciato che migliaia di pazienti stavano richiedendo tempi e modi per ottenere prodotti a un costo più basso di quello da pagare per averli dall’estero, grazie alla produzione ‘nostrana’ che sarebbe possibile presso la strutture fiorentina.

Domenico Cotroneo, rappresentante sindacale del Farmaceutico militare “Abbiamo ricevuto migliaia di lettere da famiglie con malati bisognosi di terapia del dolore. Una fiala di farmaco cannabinoide costa oggi sui 700 euro, noi potremmo produrla a costi molto minori. Già lo facciamo per i medicinali orfani, quelli dedicati alle malattie rare, e potremmo farlo anche per gli antitumorali, come il metrotressato, abbassando il costo a circa un quarto dell’attuale”.

“Il materiale da ‘incapsulare’ – spiega Cotroneo – arriverà al Chimico farmaceutico di Firenze dal Centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo. Noi ci occuperemo appunto di finalizzare e standardizzare il prodotto e di trasformarlo in pillole”.

Sono 9 le Regioni italiane che hanno legiferato sul tema dei farmaci a base di cannabis, approvando normative che ne consentono concretamente l’utilizzo ai sensi di decreto del 2007, emanato dall’allora ministro della Salute Livia Turco (nel 2013 un ulteriore decreto ha riconosciuto l’efficacia farmacologica dell’intera pianta della cannabis): sono Puglia, Toscana, Veneto, Liguria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sicilia e Umbria. Ma, come denunciato anche dall’Associazione Luca Coscioni in una campagna ad hoc, sono molti ancora gli ostacoli all’accesso a questi prodotti, utili a lenire il dolore di persone affette da sclerosi multipla, Sla, fibromialgia, neuropatia, glaucoma, Hiv o con dolori oncologici: nel 2013 solo 40 pazienti hanno avuto accesso a questa terapia. La maggior parte dei farmaci in questione, infatti, non è ancora presente nel mercato italiano e i medici che li vogliono prescrivere, ancora troppo pochi, devono infatti richiederne l’importazione dall’estero al ministero della Salute.

E’ “giustissimo usare e coltivare” la marijuana a scopo terapeutico, dice l’oncologo Umberto Veronesi. “La marijuana – dice – è un ottimo farmaco. Siccome è anche uno stupefacente, si ha sempre paura ad usarlo. Invece è ottimo contro il dolore, contro i malesseri, contro il vomito, è un sedativo”. “E’ giustissimo usarla e coltivarla. Io sono anche per la liberalizzazione, ma questo è un altro discorso”.

Lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, che occupa un’area di circa 55mila metri quadrati, ha prodotto medicinali per contrastare la radioattività, dopo l’incidente nucleare di Chernobyl, e per la cosiddetta ‘cura di Bella’. Oggi si prepara a sfornare farmaci cannabinoidi ‘di Stato’ per i malati italiani che ne hanno bisogno.

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