Cemento Armato – Expo 2015: the Mafia Show

“Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Questo lo slogan scelto per sponsorizzare l’esposizione universale che si terrà a Milano dal 1° Maggio al 31 Ottobre 2015. “L’Expo 2015 di Milano – si legge dal sito – si confronta con il problema del nutrimento dell’uomo e della Terra e si pone come momento di dialogo tra i protagonisti della comunità internazionale sulle principali sfide dell’umanità. E’ possibile garantire cibo e acqua alla popolazione mondiale? Aumentare la sicurezza alimentare? Proporre nuove soluzioni e nuove prospettive in grado di tutelare la biodiversità del Pianeta?”

Assunto.
Per adesso, la sola ragione per la quale conosciamo questa manifestazione, pochi mesi prima dell’inizio, è per la retata compiuta dalla guardia di finanza nella quale sono finiti imprenditori e politici.
Il motivo? Siamo in Italia, dovreste saperlo. Comunque, la risposta vien da sé: è la corruzione, bellezza!
Non solo. Come per la totalità delle grandi opere italiche, un altro fattore del quale non si tiene conto per niente (un po come il peso di Civati nelle scelte del PD) è quello ambientale. Andiamo per gradi in modo da comprendere al meglio il motivo per il quale urge finanziare un covo di avvoltoi pronti a intascare anche i trucioli derivanti dall’allestimento dei padiglioni. Ci sono informazioni che è bene considerare per avere il quadro generale in questa particolare opera e poter soddisfare le domande poste da chi ha organizzato l’esposizione.

Nascita del progetto. Sulla scia della prima esposizione universale tenutasi nel 1851 a Londra, altri Paesi del mondo decisero di dare continuità all’iniziativa in virtù di un notevole gradimento del pubblico.
Seguì Parigi nella quale, nel 1928 (anno di adesione anche dell’Italia tra gli Stati membri), vide la luce il BIE (Bureau International des Expositions), “organizzazione intergovernativa responsabile di supervisionare le richieste, il calendario, la selezione e l’organizzazione delle esposizioni internazionali”.
Tra le linee guida dell’organizzazione troviamo che “il filo conduttore delle esibizioni è l’identità di ogni cultura e il rispetto dell’ambiente per lo sviluppo dell’umanità, oltre a fornire un contributo al progresso morale, materiale e tecnologico”. L’Italia ha rispettato il primo punto, in quanto è ormai ben radicata in noi la cultura della mazzetta (quale simbolo migliore per rappresentare la nostra patria), ma, purtroppo, è penalizzata dall’attenzione per l’ambiente e per l’apporto morale inevitabilmente contrapposte con l’emblema nazionale attuale.
Il BIE dovrebbe essere, come riportato nel sito ufficiale, supervisore dei progetti e controllore delle esposizioni.
A occhio e croce, direi che l’operato non è stato dei migliori.

Le vicende giudiziarie.
Marzo 2014: arrestato Antonio Giulio Rognoni, ex direttore generale di “Infrastrutture lombarde” e candidato al ruolo di subcommissario di Expo 2015 su suggerimento di Roberto Maroni (è precisione di tiro o semplice casualità?), nonostante fosse già indagato per l’appalto della struttura che dovrebbe accogliere i padiglioni espositivi.
Nella stessa inchiesta, la Procura ha emanato il mandato d’arresto anche per altre 5 persone, tutte della Regione Lombardia (una talent house, in questo genere) per un totale di 68 capi d’accusa, tra i quali turbativa d’asta, truffa, associazione a delinquere e falso.

Le indagini riguardano, per ora, solo due appalti truccati dell’Expo.
In sostanza, i colletti bianchi della Regione Lombardia falsificavano i documenti per concedere appalti agli amici e ricevere la giusta ricompensa per il favore reso. Suscita curiosità anche il nome di De Donno, l’ex colonnello dei Ros che trattava con la mafia, nel registro degli indagati perché, in qualità di responsabile della sicurezza per evitare infiltrazioni criminali (giuro non è una barzelletta), è stato accusato di truffa, turbativa d’asta e falsificazione di documenti.
Maggio 2014. Altro giro altra corsa.
Finiscono in manette Greganti e Frigerio (veterani della prima Tangentopoli, evergreen d’autore), la new entry Angelo Paris (supermanager di Expo), Luigi Grillo del Pdl, l’imprenditore Maltauro e l’intermediario Cattozzo. Nell’inchiesta spuntano i nomi di Letta senior, Previti e Berlusconi (proprio non riesce a stare lontano dai guai).
Settembre 2014. Risulta indagato anche il commissario di Expo e direttore del settore costruzioni di Padiglione Italia, Antonio Acerbo (ma abbastanza maturo come aspirante criminale) che deve rispondere di turbativa d’asta e corruzione (ah, l’italianità nel mondo).

Ambiente.
Cementificare 210 ettari (2,1 milioni di m2 e non 100 ha come indicato dal sito ufficiale) di terreno agricolo mentre espone il problema del nutrimento della Terra è come parlare di salvare delle persone in mare per poi passarci sopra con una petroliera.
Si potevano sfruttare zone da riqualificare, centri espositivi già esistenti da ristrutturare, utilizzare un materiale diverso dal cemento. Invece, no. Si preferisce coprire di calcestruzzo quel poco di terra che ancora resta coltivabile. Perché? Bella domanda.
Se cementificassimo ¾ della nostra nazione, saremmo costretti a dipendere esclusivamente dall’estero, perderemmo ulteriori posti di lavoro, prodotti tipici, turismo e la nostra storia.
Questo, però, non scalfisce minimamente chi da questo disfacimento paesaggistico ne sta traendo vantaggi.
E quando qualche nome altisonante compare nelle indagini o viene arrestato la colpa è della magistratura.
Resta solo da accertare chi sono coloro che hanno in mente tutto ciò.
Le pedine sono politici e imprenditori, ovvero coloro che, non così frequentemente di come dovrebbe essere, vengono scoperti e catturati.

L’ultima chicca è la partecipazione di Nestlé come fornitrice di Acqua e Caffè.
L’azienda francese vendendo latte in polvere in Africa, dove l’acqua è inquinata (dalle stesse multinazionali) espone al rischio di morte per dissenteria milioni di bambini.
Con l’allarme sul binomio latte solubile- acqua sporca lanciato dall’UNICEF, Nestlé ha fatto bingo! Ora vende anche l’acqua in comode bottiglie di plastica ammassate, dopo l’uso, nei corsi d’acqua dei villaggi.

Ora abbiamo tutti gli elementi per rispondere alle domande poste da chi organizza l’Expo 2015.

“Abbiamo oggi una mafia più civile e una società più mafiosa. Una mafia sempre più in giacca e cravatta e una società che, cambiandosi abito troppe volte al giorno, sceglie il travestimento” – Antonio Ingroia

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