Ciliegi malati? Niente paura, volano le api-dottore

Se i ciliegi stanno male, adesso non c’è più da spaventarsi, perché nel cielo, per ora solo australiano, volano delle api con caratteristiche speciali. Ronzano tutto il giorno e garantiscono il miele sulle nostre tavole, ma le api col loro incessante lavoro d’impollinatrici possono essere anche delle preziose collaboratrici per le nostre colture. Si tratta delle api “dottore” come le hanno ribattezzate gli studiosi australiani, anzi “dottori volanti”.

Meglio dei soccorsi aerei, curano di fiore in fiore nella maniera più naturale che esista, comportandosi come hanno sempre fatto. Le api sono state, infatti, utilizzate come vettori per portare i fungicidi, così da soccorrere il raccolto di ciliegie, minacciato dall’attacco di dannosi funghi parassiti.

Chi l’avrebbe mai detto che la loro attività millenaria, che da sempre riempie le pagine della mitologia, delle leggende ed è sfondo a numerosi proverbi popolari, possa essere oggi un pratico strumento di salvaguardia ambientale dei nostri prodotti alimentari. Sembrerebbe proprio azzeccato il paragone scritto da Dante nel canto XXXI del paradiso, dove le anime degli angeli al poeta sembrano come api “sì come schiera d’api che s’infiora / una fiata e una si ritorna / là dove il suo laboro s’insapora”. Di sicuro per i frutteti di ciliegi, le api sono gli angeli indiscussi.

Tutto questo si deve ai ricercatori dell’Università di Adelaide che hanno puntualizzato la tecnica che ‘carica’ le api da miele con agenti di controllo biologico, i quali durante le fasi di impollinazione vengono trasferiti nei fiori dei frutteti. La tecnica si chiama ‘entomovectoring‘, proprio utilizza gli entomi ossia gli insetti come vettori.
D’altronde questi piccoli insetti, in quanto dottori volanti, non trovano eguali tra i medici di Adelaide. Si tratta di una novità assoluta, la prima volta che viene applicato un esperimento simile e mentre i frutteti di ciliegi sono al sicuro, già si pensa a quante altre opportunità e azioni “salva frutta” potranno essere messe in campo in varie località del pianeta.

I ciliegi di Adelaide stanno soffrendo la formazione della muffa bruna, causata dalle spore dei funghi Botrytis cinerea e del genere Monilinia, che causano gravi perdite ai raccolti. Il fungo Botrytis è un parassita molto conosciuto dagli agricoltori in Italia, soprattutto per i suoi danni alle coltivazioni delle viti. La malattia sprigionata da questo fungo è, infatti, considerata attualmente l’infestazione che provoca i danni più ingenti nei vigneti di tutto il mondo.

Katja Hogendoorn, responsabile del progetto, è convinta che l’entomovectoting sia la strada giusta. Il primo punto di forza dell’ausilio d’ insetti come vettori è l’azzeramento della dispersione di spray nell’ambiente e la somministrazione degli agenti biologici con precisione sull’obiettivo ogni giorno. Secondariamente, il vantaggio è che non si deve ricorrere all’uso di attrezzature e di manodopera.
Il meccanismo di entomovectoring viene realizzato dagli stessi frutticoltori in maniera molto semplice. Prima di tutto si dispongono negli alveari i vassoi con le spore della ‘muffa anti-muffa’ ossia l’agente di controllo biologico che curerà la malattia dei ciliegi, poi le api faranno il resto: ogni volta che escono dal loro alveare, si cospargono di queste spore raccogliendole nella loro peluria.
Il presidente dell’Associazione coltivatori di ciliege del Sud Australia, Andrew Flavell, si è detto incoraggiato dei dati raccolti in 11 siti di sperimentazione nella regione: «E’ un concetto totalmente nuovo, ma molto promettente. Le api lavorano senza sosta, ed è fantastico poterle usare per combattere la malattia della frutta».
Guardando le ciliegie rosse, salvate dal parassita, non resta che attendere quale sarà la prossima missione che questi “angeli della frutta” saranno chiamati a portare a termine.

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