Ecco le 5 regole d’oro per disfarsi del proprio elettrodomestico

Quest’anno l’appuntamento con Puliamo il mondo sarà per il 26, 27 e 28 settembre: tre giorni duranti i quali migliaia di volontari, tra cittadini, scuole e amministrazioni, saranno impegnati nel ripulire le aree degradate del Paese e fare un gesto concreto a favore dell’ambiente. Ecodom, sistema collettivo italiano nella gestione dei Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), in occasione della XXII edizione di ”Puliamo il Mondo”, ricorda le 5 regole d’oro da tenere bene a mente prima di disfarsi del proprio vecchio elettrodomestico.

1. Non buttare mai i Raee nella spazzatura indifferenziata, non abbandonarli nell’ambiente e non dimenticarli in casa, in soffitta o nei garage.

2. Portarli alle isole ecologiche più vicine. Si tratta di strutture allestite dagli enti locali per la raccolta differenziata delle diverse tipologie di rifiuti. Dai centri di raccolta i rifiuti vengono inviati a impianti di trattamento che garantiscono la salvaguardia dell’ambiente – evitando la dispersione di sostanze inquinanti – e il riciclo delle materie prime.

3. In caso di acquisto di un nuovo elettrodomestico, consegnare il vecchio al negoziante che è tenuto a ritirarlo gratuitamente. Grazie all’entrata in vigore del cosiddetto decreto “Uno contro Uno”, i rivenditori sono obbligati al ritiro gratuito dell’apparecchiatura elettrica/elettronica a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto equivalente. Inoltre, dall’aprile 2014, i negozi con superficie di vendita superiore a 400 metri quadri hanno l’obbligo di ritiro gratuito “uno contro zero” dei Raee di piccolissime dimensioni, ossia più piccoli di 25 centimetri.

4. Richiedere il ritiro a domicilio per i Raee ingombranti: si tratta di un servizio presente in molti comuni.

5. Ricordare che i Raee possono diventare preziose risorse se correttamente riciclati, mentre, se trattati in modo non corretto, possono essere dannosi per l’ambiente. Da un frigorifero, per esempio, si ottengono fino a 28 chili di ferro, 6 di plastica e oltre 3 tra rame e alluminio, ma lo stesso frigorifero contiene anche sostanze altamente inquinanti, come i CFC e gli HCFC, gas ozono-lesivi. Se abbandonato, quel frigorifero finirà probabilmente nelle mani di soggetti interessati soltanto a ricavarne le materie prime aventi valore economico, senza la minima preoccupazione di recuperare in modo corretto le sostanze inquinanti.

Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente – dichiara -“È importante dar avvio ad un nuovo new deal ecologico partire da una gestione sostenibile dei rifiuti per risolvere l’emergenza rifiuti che continua ad essere uno dei temi più scottanti del nostro Paese. L’Italia rischia di incorrere in multe Ue da 60 milioni di euro per l’inadempimento alle direttive europee proprio in materia di discariche. È necessario affrontare una volta per tutte l’emergenza rifiuti attraverso politiche ambientali ad hoc per ridurre lo smaltimento in discarica, che rimane ancora oggi in Italia la principale opzione di gestione dei rifiuti, con la diffusione degli impianti di riciclaggio soprattutto per la frazione organica. Ma è anche importante la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini. Per fortuna nel nostro Paese oltre alle emergenze ci sono anche tante storie di comuni virtuosi come quello di Salerno, Andria e Cosenza che, attraverso una corretta raccolta differenziata e il successivo riciclaggio, hanno saputo trasformare i rifiuti da vergogna nazionale in un’opportunità. Un virtuosismo che va esteso per riacquistare credibilità a livello nazionale. Puliamo il mondo va proprio in questa direzione: coinvolgere i cittadini in azioni concrete a favore dell’ambiente e diffondere la pratica della raccolta differenziata e del riciclo significa contribuire ad un virtuosismo che fa bene al Paese e che dà slancio alla Green Economy”.

“L’attenzione all’ambiente, in tutti i suoi aspetti, è parte essenziale della nostra identità e della competitività della nostra economia ed ha come fondamento il senso civico dei cittadini e delle comunità. Sul fronte dei rifiuti, insieme a tanti problemi aperti possiamo contare anche su casi eccellenti. Ad esempio Milano insieme a Vienna è al vertice delle grandi città europee sopra il milione di abitanti per raccolta differenziata e il nostro Paese è leader in Europa nell’industria del riciclo. Proprio l’utilizzo di materia prima seconda ci consente di risparmiare circa 15 milioni di tep di energia primaria. La maggiore informazione e presa di coscienza da parte dei cittadini su questi temi e la spinta che possono esercitare, anche con iniziative come Puliamo il Mondo, sono essenziali per affrontare le questioni ambientali ancora aperte e la crisi guardando al futuro”, è quanto dichiara Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e presidente onorario di Legambiente, in occasione del lancio di Puliamo il Mondo.

Rifiuti come opportunità – Sul fronte rifiuti, l’Italia si presenta come un Paese spaccato a metà, tra emergenze ed eccellenze. Da una parte c’è il Paese dell’emergenza rifiuti e dei tanti problemi irrisolti: si continua a produrre troppi rifiuti, smaltiti soprattutto nelle inquinanti discariche nonostante la normativa europea da più di vent’anni preveda che questo impianto diventi un’opzione residuale dopo prevenzione, riciclaggio e recupero. Secondo il Rapporto rifiuti di Ispra, nel 2013 il 37% dei rifiuti urbani, circa 11 milioni di tonnellate, sono stati smaltiti sotto terra. Una gestione che rischia di costare moltissimo al Paese se non si interverrà in tempi rapidi. La stessa Unione Europea ha richiamato più volte l’Italia sul problema e ora la Penisola rischia di incorrere in multe salate.

Dall’altra parte c’è, però, un Paese che ha avviato una decisa rivoluzione basata sulla raccolta differenziata, sugli impianti di riciclaggio, sui centri del riuso, sulle buone pratiche di prevenzione e sulle performance ambientali di molti comuni che diventano modelli da seguire. C’è il virtuosismo “storico” delle regioni del Nord come ad esempio di Milano, che deve i suoi ottimi risulti ad una buona e continua informazione, al porta a porta con bidoni condominiali, all’estensione alla città della raccolta selettiva del rifiuto umido da cucina. C’è poi Treviso, primo capoluogo a far pagare la tariffa puntuale. Nel centro, molti comuni marchigiani hanno applicato un sistema moderno di raccolta (porta a porta) e usufruiscono degli sconti per lo smaltimento in discarica in base alle performance di differenziata. Ma soprattutto crescono i comuni virtuosi nel sud: le migliori esperienze dei capoluoghi sul riciclaggio arrivano infatti dal Sud Italia. Un dato importante che indica la grande voglia di cambiamento da parte di amministratori e cittadini. Ad esempio in Calabria il comune di Cosenza, vincitore quest’anno del Premio Start-up di Legambiente, ha modificato con successo il sistema di gestione di rifiuti passando in poco tempo da percentuali quasi nulle a ben il 55% di raccolta differenziata. In Campania Salerno, si conferma uno dei comuni ricicloni raggiungendo il 65% di differenziata per i suoi 140mila abitanti. Bene anche Acerra con il 60% di raccolta differenziata. In Puglia ottimi risultati arrivano da Andria che raggiunge il 70% per i suoi 100mila abitanti.

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