Epatite A e frutti di bosco, in Europa 1.440 casi dal gennaio 2013

Dal gennaio 2013 sono stati riferiti più di 1.440 casi di epatite A in 12 Paesi europei. Circa l’80% per cento delle vittime intervistate ha riferito di aver mangiato frutti di bosco e bacche prodotti nel corso del periodo ritenuto oggetto di contaminazione. L’Efsa ( Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha disposto un’indagine per tracciare gli alimenti collegati a un focolaio infettivo di epatite A verificatosi in più Paesi tra cui Francia, Svezia e Regno Unito.

I test di laboratorio effetuati su prodotti alimentari e interviste condotte sulle persone infettate hanno contribuito a individuare nel consumo di frutti di bosco surgelati la causa del focolaio. Le more provenienti dalla Bulgaria e i ribes rossi provenienti dalla Polonia sono stati riscontrati essere i componenti più comuni dei lotti contaminati e degli alimenti consumati dalle persone colpite dall’infezione. Non è stato possibile individuare una fonte unica di contaminazione, ma sono stati individuati 12 operatori del settore alimentare collegati ai casi e ai lotti in cinque dei Paesi coinvolti. Occorrono ulteriori ricerche a livello locale per appurare dove siano stati raccolti i frutti sospetti e quali fossero le condizioni in tali luoghi di raccolta o di produzione.

Poiché i frutti contaminati potrebbero essere ancora in circolazione nella catena alimentare, l’Efsa sottolinea ancora una volta l’esigenza di intensificare la sorveglianza, la comunicazione del rischio, le vaccinazioni e ulteriori ricerche nel settore della salute pubblica. L’Efsa raccomanda inoltre una scrupolosa igiene e accurate prassi di produzione e coltivazione nei Paesi produttori di frutti di bosco.

Al gruppo di lavoro hanno partecipato microbiologi, esperti di salute pubblica e sicurezza alimentare di Francia, Irlanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia e Svezia, specialisti in analisi della tracciatura dell’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio ed esperti in indagini sui focolai di tossinfezione alimentare del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

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