La festa della Madonna di Montevergine

Il 12 Settembre ricorre un’importante festa legata ai culti mariani: la festa della Madonna di Montevergine. Ad una ventina di chilometri da Avellino è situato il santuario della Madonna, ed è un odei pià popolari della Campania. Esso è circondato da una foresta di faggi ed è antichissimo. Fu fondato da San Guglielmo da Vercelli nel lontano XII secolo. Egli era un monaco piemontese benedettino che osservava rigorosamente lo stile vita della povertà congiunta ad una vita penitenziale e laboriosa.

Nel luogo in cui è sorto il santuario è anche documentato il culto a due Grandi Madri, Diana e Cibele, di cui oggi è rimasta un’eco popolare. Il santuario offre un bellissimo panorama su tutta l’Irpinia ed è ricco di opere d’arte. I pellegrini che si recano a Montevergine soprattutto per venerare la grande tavola della Madonna, soprannominata “Mamma schiavona” per il suo colore bruno, simile alla pelle degli schiavi saraceni, e considerata patrona dei sofferenti e dei fidanzati. Secondo una tradizione tardiva questa tavola, dove è raffigurata la Vergine che dà il latte al Bambino tenendo nella mano sinistra un rotolo di pergamena, risale al tempo di Guglielmo da Vercelli che visse in quel santuario fino al 11208.

I pellegrini arrivano arrivano di notte e, dopo una lunga veglia, salgono al santuario verso le sie, le sette del mattino. Una volta la chiesa restava aperta anche di notte e i pellegrini vi mangiavano, vegliavano o dormivano come nella pagana “incubatio”, sperando che la divinità si manifestasse loro durante il sonno. Ora si veglia, si canta, si suona il tamburo, si beve e si balla all’aperto fino all’ora del rito, che consiste nella salita della Scala Santa, accompagnata da canti, e si conclude davanti alla sacraimmagine della Madonna.

Poi, accompagnati dal suono del tamburo, si esce dall’altro lato della chiesa cantando e danzando. Molti contadini anziani, rispettosi dell’antica tradizione, non entano dall’attuale porta principale della nuova basilica che,, eretta fra il 1952 e il 1961, s’innesta profondamente nella chiesa vecchia incorporandone quasi interamente la navata sinistra, ma dall’ingresso originario, pregando la Madonna da quel punto; poi rientrano nella chiesa nuova dov’è stato spostato il quadro della Vergine.

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