#giustiziaperdaniza, vittima innocente

C’era una volta l’essere umano, un ricordo sbiadito e lontano che risale ad un’epoca che non ci appartiene.

La storia
Daniza è la mamma orsa di tre cuccioli, introdotta nel Trentino dalla Slovenia nel 2000 come prevedeva il piano Life Ursus (ripopolamento degli orsi bruni nei boschi delle Alpi), in atto dal 1996 con termine nel 2004, completamente finanziato dall’UE per un totale di quasi 4 milioni di euro. Nel 2009, è stato presentato e approvato un nuovo progetto (Arctos) per la conservazione dell’orso bruno che ha portato nelle casse dei vari enti coinvolti altri 2,7 milioni dall’Europa, ma con 1,3 milioni da investire di tasca propria. La Regione Trentino e le istituzioni italiane partecipanti, ad agosto, ancora non avevano versato la propria parte ed era sempre più concreta la rinuncia ad Arctos perché i fondi scarseggiavano ( nonostante i soldi dell’UE fossero già stati presi ).

La cronaca
Daniele Maturi, il 15 Agosto, si trovava nel parco di Pinzolo alla ricerca di funghi. Incontrò l’orsa che girovagava tra i boschi (habitat naturale) in compagnia dei suoi piccoli. L’orsa si accorge della presenza dell’uomo e reagisce come reagirebbero tutti gli animali che avvertono una minaccia per i propri cuccioli. Cerca di spaventare l’uomo che non scappa e subisce la lieve aggressione di Daniza (le ferite riportate da Maturi indicano come l’orsa non fosse intenzionata a fare volutamente del male). L’uomo aggredito se la caverà con 40 punti di sutura.

Le reazioni
I media irrompono qualche ora dopo l’accaduto con la terrificante notizia dell’aggressione nei confronti di un uomo da parte di un’orsa dallo sguardo assassino. Scatta l’allarme generale, nessuno si sente più al sicuro.
Le immagini di Daniza che cammina con i suoi piccoli dà il peso della pericolosità di questo sanguinario mammifero.
Inizia la ricerca del bad bear per impedirle di commettere altri crimini cruenti. L’Assessore al Turismo della Provincia di Trento da subito si erge a giustiziere del malefico animale peloso (tra l’altro il più terrorizzato di tutti per le sorti dei propri cuccioli). Proteste degli sciocchi animalisti che vorrebbero che l’animale rimanesse libero per poter crescere i pargoletti (che strane idee hanno in testa questi figli dei fiori appassiti).
Partono numerose petizioni che raggiungono un elevato numero di firme a sostegno della libertà dell’orsa (i soliti pipparoli che non sanno cosa fare davanti al PC). La Giunta delibera per la cattura.

Delusione tra i grandi uomini già pronti con un arsenale a porre fine all’incubo della ridente località Trentina, tra i quali spicca il sindaco di Bocenago, Walter Ferrazza (ce l’aveva a morte con l’orsa perché voleva la sua testa in salotto…).

Il triste epilogo
E’ stata emanata l’ordinanza di cattura per Daniza. La Polizia Provinciale si appresta ad eseguire il mandato. Qualcosa non torna. Daniza stramazza a terra. E’ morta. I mandanti si affrettano a dire che si tratta di un effetto collaterale dell’anestetico utilizzato per sedarla. Un po’ come se si ingerisse un antidolorifico e si ottenesse una disfunzione renale. E’ imprevedibile… La scusa non regge. Veterinari e operatori competenti smentiscono categoricamente le ipotesi di morte. La Regione e la Provincia volevano ucciderla.

Spiegazioni
Le ragioni possono essere ricondotte a quella parte di finanziamento per Arctos che ancora deve essere speso; all’incompetenza degli operatori scelti per procedere in questo tipo di situazioni; ad una gestione pessima della vicenda; al menefreghismo del Ministro dell’Ambiente; alle dinamiche territoriali volte all’interesse personale.
Sono diversi i motivi per i quali Daniza potrebbe essere stata uccisa. In seguito all’uccisione hanno raccontato l’attacco a diversi greggi di pecore da parte dell’orsa per giustificare l’atto contro un animale costituente una mina vagante per l’incolumità degli abitanti del posto. La Procura di Trento ha aperto un’inchiesta in merito all’uccisione.
L’unica azione che devono spiegare è quella che hanno compiuto. Nessun alibi porterà ad un giudizio diverso per chi si è macchiato di un omicidio preterintenzionale.

Una sola domanda sorge spontanea: perché aderire ad un progetto di ripopolamento degli orsi bruni (che ha portato milioni nelle casse regionali e provinciali), se poi vengono abbattuti in quanto pericolosi?

“Più imparo ad essere un uomo, più voglio essere un animale”. Mowgli – Il libro della giungla
#giustiziaperdaniza

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