Guerra del gas: l’inverno si preannuncia complicato

L’inasprimento dei rapporti, perennemente tesi, tra Russia e USA avviene nel dicembre 2013 quando il presidente ucraino Yanukovich decide di non firmare un accordo con gli stati dell’Unione che avrebbe inglobato,di fatto, anche l’Ucraina nell’UE. Yanukovich decide di affidarsi alle offerte del presidente russo Putin.
Gli Stati Uniti, con le sentinelle europee, Germania e Francia, accusano apertamente la Russia di aver generato il caos usando metodi “non democratici” (gli stessi americani che esportano democrazia con le armi nei Paesi arabi).

A gravare ulteriormente sul fragile legame tra russi e occidentali, c’è la questione Siria dove è in atto, già da diverso tempo, lo scontro tra fazione governativa (appoggiata da Cina e Russia) e ribelli (sostenuti da USA, Regno Unito e Francia). I motivi dello scontro erano, inizialmente, sulla costituzione di uno stato islamico diverso. Successivamente, considerando il ruolo del territorio siriano negli scambi internazionali e la possibilità di esportare nuova democrazia, gli USA hanno deciso di rifornire le forze ribelli e di attaccare, giocando anche la carta Isis ( jihadisti impegnati nella formazione di un Nuovo Stato Islamico) nel mazzo dei motivi di un bombardamento.
USA, Cina e Russia preparano le loro flotte nel mar Mediterraneo: in arrivo l’ennesimo scontro?

Perché gli USA spingono per isolare la Russia?
Le riserve di giacimenti di gas convenzionale, negli USA, non saranno più sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico tra 50 anni. È nata,quindi, la necessità di trovare una nuova fonte di energia che sopperisse alla prossima carenza di gas naturale (di derivazione, costituito da idrocarburi). Sono sempre più i Paesi che si rivolgono al gas non convenzionale ( contenuto in rocce argillose a 4000 metri sotto il suolo), detto anche shale gas (gas di scisto) distribuito in discrete quantità in Asia, Africa, India, Sud America, ma anche in Germania, Francia, Polonia e Italia.
In particolare, Toscana e Sardegna sono attualmente soggette a valutazioni sulla presenza dei giacimenti.
Il ruolo della Russia, principale distributore del gas ai paesi europei, si ritroverebbe fuori gioco nell’economia di questa nuova risorsa energetica.
Con la nuova fonte energetica di gas, gli USA raggiungono anche l’obiettivo di porre fine all’egemonia russa in quel mercato.

Animi caldi e inverno freddo.
Con le continue accuse e il probabile scontro a fuoco in acque siriane, tra USA (rappresentante dei Paesi occidentali) e Russia, esiste una ragione in più per temere le temperature di questo inverno.
Il congelamento dei rapporti conduce direttamente verso uno stop della fornitura di gas da parte del governo russo.
Una possibilità sempre più concreta che porterebbe ad uno stato di emergenza, soprattutto per l’Italia che riceve il 90% del gas dall’estero, la maggior parte dalla Russia.
Uno scenario dove milioni di persone resteranno al gelo per la continua ricerca del monopolio globale da parte di chi grida libertà con un carrarmato sarebbe stato difficilmente pronosticabile, negli anni addietro.
Persino per Gale e Zemeckis.

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