iPhone 6 e l’involuzione della specie

“La verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo Paese…”
Se V, protagonista del film cult V x Vendetta, avesse visto persone in coda per giorni con l’intenzione di accaparrarsi un telefono che avrebbero potuto comprare tranquillamente dopo la sua uscita, anche da casa, senza mostrare la loro imbecillità al mondo intero, piuttosto che far esplodere il Palazzo si sarebbe dato fuoco in un negozio della Apple.
Sono sempre più convinto che questa vita sia in realtà un Truman Show, una fiction di pessima fattura con sceneggiature e dialoghi “alla cazzo di cane”, come direbbe il buon René Ferretti della serie Boris.

Risulta davvero difficile pensare che alla “Notte europea dei ricercatori” ci fosse un numero di persone infinitamente irrisorio di quante non se ne contassero davanti ai rivenditori dell’ultimo smartphone di Cupertino.
Non solo. La prima versione dell’iPhone 6 plus rilasciata risultava avere problemi di ricezione e anomalie nella forma (si piega facilmente, quindi occhio a non metterlo in tasca, tanto ci hanno già pensato quelli di Apple), quindi i geni dell’iOS hanno dovuto rilasciare subito un’altra release, alla faccia di quelli che hanno speso il loro tempo e il loro denaro aspettando un modello già superato.
File infinite per acquistare un oggetto con funzioni che non si useranno mai.
Costo dagli 850 € a 1000 €.

C’è chi ad ogni annuncio della casa di Cupertino getta via la versione precedente per impossessarsi della nuova senza badare a spese e all’inquinamento dovuto a rifiuti elettronici.
Chi attiva un finanziamento per poter restare nel club dei più fighi, allontanando così il sospetto di appartenere alla categoria “morti di fame”.
Un trionfo di insensatezze alla base delle quali c’è un sistema consumistico che, tra pubblicità e annunci sensazionali, prende il nostro cervello e lo inzuppa nel letame, spacciandolo per cioccolato.

Un bombardamento continuo che distoglie lo sguardo dalla vita vera, fornendo la possibilità di poter aver tutto ciò che si desidera, basta cacciare la grana.
Alcuni degli eroi in coda, intervistati da qualche reporter strapagato per i servizi esclusivi, parlano di “un’esperienza unica e indimenticabile”. Se andassero a pagare qualche bollettino alle poste, ogni tanto, non credo la penserebbero così.
Gente che esulta per aver avuto la fortuna di essere il primo di quel punto vendita a spendere 1000 euro.
Emozioni a go-go per gli iFans.

Ci chiediamo sempre se la razza umana esisterà ancora a lungo evolvendosi in altro.
Diciamo che le premesse affinché questa specie agonizzante trovi conforto nell’estinzione, sono ottime.
Ieri, mentre camminavo in direzione della “Notte europea dei ricercatori”, osservo un tizio che da una delle postazioni di erogazione dell’acqua nel Comune di Firenze lancia a terra due bicchieri di plastica.
Mi avvicino dicendogli che il suo atto non era affatto dignitoso. Mi risponde dicendo che i bicchieri occupavano il piano delle fontanine, dando una pessima immagine di pulizia.
Il contenitore dei rifiuti era due metri più in là.

Non so se questi segnali siano “normali” per la piega che ha preso la nostra società, oppure siano indicazioni di una deriva morale e intellettuale (in realtà si sa, ma è bene fornire due ipotesi per i più dubbiosi).
Fatto sta che “la grande bellezza” possa verosimilmente corrispondere ad una implosione del pianeta Terra oppure a qualche generoso asteroide che cambia intelligentemente rotta.
Tra le nuove patologie sociali potremmo sicuramente ascrivere anche l’iDemenza. Colpisce 4 persone su 5. È incontrollabile. Potrebbero servire anni di isolamento per cominciare a vedere i primi miglioramenti. L’unica terapia d’urto legalmente accettata è… Non esistono rimedi che la legge permette. Dovremmo affidarci, come sempre, al fato. Un po’ come nel gioco d’azzardo. E quasi sempre va male.

Ai posteri l’ardua sentenza.
Escludendo la possibilità di avere generazioni future per presenza di numerosi bugs di sistema, dovremmo acquisire, gratuitamente, un po’ di Senno 2.0. E’ scaricabile in qualsiasi formato e su qualunque dispositivo cerebrale mobile. Le release sono rilasciate ad ogni cosa sensata che si fa, con download automatico, grazie alla rete neurale presente nel dispositivo che consente di connettersi alla velocità della luce, senza costi aggiuntivi.
Possiamo parlare con gli altri in modo diretto e senza firewall. Nessun virus (parlando), quindi nessun antivirus. Sarebbe bello, ma il buffering sta caricando l’autodistruzione.
Buon crash a tutti.

“Sono sempre più facilmente disgustato dal fatto che stiamo vivendo in questa società impegnata a farci spendere più di quanto abbiamo, o più di quanto dovremmo, per cose di cui non abbiamo realmente bisogno o che vogliamo, e che inoltre ci sta uccidendo lentamente mentre ci riempie tutte le discariche e fa cantare sempre meno gli uccelli” – John Updike

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