La censura di regime e il caso Renzi, intervista esclusiva a Carlo Taormina

Cosa succede quando i media forniscono una notizia? La maggior parte delle persone prenderà per assodata la versione dei TG o dei giornali, nonostante l’Italia sia al 49° posto nella classifica della libertà di stampa. Cosa vuol dire? Una nazione libera non prevede tangenti e mazzette, non esercita pressioni sulle reti televisive per programmare i palinsesti e non recluta giornalisti affinché l’immagine di questo o quel politico sia ripulita da qualche lacchè televisivo o da pennivendoli senza morale. La corruzione di un Paese impedisce la corretta circolazione delle informazioni. È un dato di fatto.

Succede così che non trapeli attraverso nessun mezzo stampa la notizia di un’indagine da parte della Procura di Firenze sulle presunte transazioni finanziarie e immobiliari che riguarderebbero l’attuale premier italiano ed ex sindaco di Firenze Matteo Renzi. La denuncia al Segretario del PD è stata firmata da un dipendente del comune di Firenze, Alessandro Maiorano che, documentazione dettagliata alla mano (parla di quasi 5 kg di carte), ha contestato
-finanziamenti non giustificati alla fondazione Florence Multimedia (creata da Renzi nel 2005 in sostituzione dell’ufficio stampa della Provincia di Firenze del quale è stato Presidente) per 9 milioni di euro,
-53.000€ in pranzi e regali inserite sotto la voce “spese di rappresentanza”(ricordiamo che non è il sultano del Brunei e che quei soldi sono pubblici),
-150.000 € a “La Nazione”,
-l’esborso di 70.000 € per un viaggio con un giornalista del Corriere Fiorentino e assunzioni a chiamata per un costo di 20 milioni di euro.

Maiorano, inoltre, ha presentato, a gennaio di quest’anno, un nuovo esposto contro Renzi per il destino dei 120.000 € incassati dal Comune di Firenze, sotto la sua amministrazione, derivanti dai ricavi dell’affitto di Ponte Vecchio alla Ferrari. L’ex sindaco aveva annunciato che quei soldi sarebbero stati destinati al pagamento delle vacanze delle famiglie con bambini diversamente abili. Evidentemente, si esercitava con le supercazzole perché di quel denaro, da quanto appreso, si son perse le tracce. Le ipotesi di reato, qualora si configuri la volontà da parte della Procura di procedere, sarebbero ascrivibili, tra le altre, a peculato e corruzione.

Sul sito del PD è riportato che “nel 2004 viene eletto Presidente della Provincia di Firenze: durante il suo mandato riduce le tasse in Provincia, taglia i costi dell’Ente e aumenta gli investimenti in cultura e ambiente”. Nulla di più distorto. Due anni dopo la sua elezione a sindaco di Firenze (era il 2008), la Corte dei Conti ha aperto un’indagine su di lui e altre venti persone impiegate alla Provincia per danno erariale di una cifra inizialmente fissata a 2 milioni e 155 mila euro, poi ridotta a 50.000€ (che sconto, vero?). Matteo Renzi risponde alle argomentazioni di Maiorano con una denuncia per diffamazione a carico del dipendente comunale, senza costituirsi parte civile (scelta strana, votata forse ad una riduzione del polverone alzato dalle esternazioni contro di lui). L’azione del primo ministro, probabilmente, è stata mirata per scoraggiare colui che ha osato rilasciare dichiarazioni che possano sporcare la nebbiosa figura di un politico che i suoi amici alla provincia avevano apostrofato “Matteoria”.

L’intervista esclusiva.
Visto che non abbiamo modo di seguire la vicenda dai media, siamo stati al Palazzo di Giustizia per ricevere informazione sullo sviluppo delle indagini da parte della Procura a carico di Renzi e sulla situazione del processo per diffamazione partito dalla denuncia del premier. L’avvocato difensore di Alessandro Maiorano, Carlo Taormina, ci ha concesso due battute dopo l’incontro tra il legale, il procuratore capo Creazzo e il Pm Turco. Gli abbiamo chiesto se l’ex sindaco risulti indagato sulla base della documentazione presentata dall’accusa. L‘avvocato Taormina risponde che la Procura sta svolgendo le opportune verifiche e che le indagini sono cominciate, dopo il periodo di inattività dovuto alle ferie. Dichiarazioni esclusive che abbiamo raccolto per Improntaunika.it e la pagina Facebook Firenze – Il San Lorenzo, dove potete visionare l’intervista integrale. La sensazione è che sia realmente possibile proseguire il percorso legale intrapreso. Alla nostra domanda sulla legittimità di questo Parlamento e delle modifiche legislative e costituzionali che sta intraprendendo, Taormina sottolinea che “la Corte Costituzionale ha detto che il Parlamento è costituzionalmente illegittimo,ma questo sono i miracoli dell’antipolitica italiana e degli stravolgimenti di ogni impostazione costituzionalmente orientata a cominciare da Napolitano che fa il suo comodo spadroneggiando da dittatore”.
Il legale, inoltre, ci informa che hanno intenzione di avanzare una richiesta di anticipazione per l’udienza del processo che vede coinvolto il suo assistito per diffamazione. Un’azione che fortifica il valore delle dichiarazioni rilasciate da Maiorano.

Quasi come se fosse uno scherzo del destino, considerando che la casualità non segue certe dinamiche, veniamo a conoscenza che nel registro degli indagati della Procura di Genova per bancarotta fraudolenta risulta iscritto il padre di Matteo Renzi, Tiziano. Documentatevi su coloro che gestiscono il nostro Paese e i nostri soldi. L’immagine è un conto, la sostanza un’altra. “La stampa non vuole informare il lettore, ma convincerlo che lo sta informando.” Nicolas Gomez Davila

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