Le acque minerali si differenziano per sali minerali e oligoelementi

Ogni acqua ha le sue peculiari caratteristiche, anche nel sapore. Per classificarle vengono tenuti in considerazione tre parametri: i sali minerali, la quantità di gas e il “residuo fisso”.

Ci sono alcuni termini che il consumatore potrebbe trovare difficili da capire, ma sono questi stessi termini che si riferiscono alla loro clasificazione e che ne determinano le differenze.
Termini come “piatta”, “gassata” o “effervescente naturale”, ad esempio, indicano la quantità di anidride carbonica presente nell’acqua. Se, invece, si parla di acque solfate, fluorate o sodiche, ci si riferisce alla qualità di sali minerali che ci sono dentro.

E il residuo fisso?
Residuo fisso”: indica la quantità di sali minerali e oligoelementi contenuti in un litro.
In realtà, a seconda del residuo fisso, le acque hanno proprietà molto diverse tra di loro e a seconda di tali caratteristiche sono più o meno adatte alle particolari esigenze di ogni singola persona. Quindi essere consapevoli della quantità di residuo fisso permette quindi di scegliere l’acqua più adatta al proprio organismo.

Come si classificano le acque in base al “residuo fisso”?
Minimamente mineralizzate (quando il residuo fisso è inferiore o uguale a 50 mg/l). Si tratta di acque definite “leggere” che favoriscono la diuresi e l’espulsione di piccoli calcoli renali.
Oligominerali (quando il residuo fisso è compreso tra 50 e 500 mg/l). Dal momento che contengono poco sodio sono ideali per essere bevute a tavola ogni giorno. Tra i vari benefici svolgono anche un’ottima azione diuretica. In Italia queste sono quelle maggiormente diffuse, oltre il 61% di tutte quelle presenti sul territorio.
Medio minerali (quando il residuo fisso è compreso tra 500 e 1.500 mg/l). Questo tipo di acqua contiene un’alta percentuale di sali minerali. Ricche di sali minerali (quando il residuo fisso è superiore a 1.500 mg/l). Sono acque molto ricche di sali. Per questo sono spesso utilizzate a fini curativi e solo su consiglio medico.

Come si ottiene il residuo fisso?
Per ottenere il “residuo fisso” è necessario far evaporare un litro di acqua a 180 °C e successivamente analizzare il sedimento residuo. Questo dato si può controllare sull’etichetta della minerale, dove viene espresso in milligrammi per litro (mg/l).

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