L’orzo, la medicina del cuore: ecco perchè

L’Orzo ha caratteristiche e proprietà benefiche per il nostro organismo ed è un cereale ancora poco utilizzato nella nostra dieta. Ha una composizione in nutrienti per molti aspetti simile a quella degli altri cereali. Il suo maggiore costituente è l’amido (55-65%) mentre sono poco presenti gli zuccheri semplici. La fibra alimentare (circa il 10% della cariosside) è in gran parte costituita da un particolare tipo di fibra solubile, il beta-glucano, che differenzia l’orzo dal grano.

A rivelarlo uno studio appena pubblicato sul Journal of cellular and molecular medicine e presentato al più recente congresso della Società europea di cardiologia, che si è tenuto in Spagna nei giorni scorsi. A queste evidenze, confermate a livello sperimentale, è arrivato lo studio condotto al Laboratorio di Scienze mediche dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, coordinato da Vincenzo Lionetti e sviluppato in collaborazione con il pastificio Attilio Mastromauro “Granoro” di Corato (Bari). L’azienda ha contribuito allo studio anche attraverso la produzione di una speciale pasta arricchita da beta glucano d’orzo, che si sta confermando un alimento dalle promettenti caratteristiche nutraceutiche.

La ricerca ha dimostrato che il trattamento delle cellule endoteliali cardiache con beta-glucano d’orzo aumenta i livelli di un enzima essenziale, la “Manganese superossido dismutasi” (MnSod), già noto per aumentare le difese antiossidanti e l’abilità rivascolarizzante (riparatrice) delle cellule progenitrici endoteliali. L’incremento dell’enzima aumenta la produzione endoteliale di ossido nitrico, noto vasodilatatore e potenzia la capacità di rigenerare i vasi sanguiferi.

«L’endotelio che riveste le coronarie di un uomo adulto – spiega Vincenzo Lionetti – difficilmente genera nuovi vasi in un cuore infartuato. La scarsa capacità `angiogenica´ delle cellule endoteliali adulte è anche alla base della scarsa capacità auto-riparativa del cuore adulto. I meccanismi alla base di tale insufficienza sono oggetto di intensa ricerca da parte della comunità scientifica internazionale».

“Il risultato del nostro studio è stato raggiunto mediante un approccio non invasivo e l’utilizzo dello stato dell’arte della modellistica sperimentale, anche in collaborazione con l’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa e della Fondazione Toscana “G. Monasterio” specifica Lionetti.

“Fino ad oggi, tuttavia, non era noto – aggiunge Vincenzo Lionetti – se un’aumentata espressione dell’enzima “Manganese superossido dismutasi” (MnSod) nelle cellule endoteliali mature riuscisse a incrementare la capacità di generare nuovi vasi sani, senza richiedere l’intervento di cellule progenitrici endoteliali o di cellule staminali, e se questo risultato fosse possibile conseguirlo mediante il trattamento con composti naturali di tipo vegetale”.

Questa fibra, infatti, ha un effetto benefico sui livelli di colesterolo nel sangue, in quanto contribuisce a mantenerli nella norma ed è consigliata come ingredienti negli alimenti a basso indice glicemico, che cioè riducono la risposta glicemica dopo l’ingestione di un pasto. L’orzo e gli alimenti derivati, inoltre, grazie alla notevole quantità di fibra alimentare totale, possono contribuire a regolare la sazietà e quindi il peso corporeo.

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