La luna nera e i suoi miti

La Luna nuova è detta anche luna nera perchè dalla Terra non si vede: il fenomeno è dovuto alla sua congiunzione con il sole, quando cioè essa viene a trovarsi fra questo e la Terra; perciò il suo emisfero rivolto verso di noi appare scuro o non si vede affatto. Il fenomeno dura tre giorni, a seguito dei quali rispunta un’esilissima falce di Luna.

Il simbolico congiungersi col sole ha dato origine a molti miti che rappresentano con allegorie il ratto, l’uccisione ma anche le nozze celesti della luna che, nelle sembianze di Persefone, viene rapita mentre coglie narcisi da Ade, re degli inferi, il quale la trascina nella notte infernale sul carro dorato trainato da cavalli immortali.

Un’altra allegoria della luna nera è il mito di un eroe che viene inghiottito dal mostro ed esce, tre giorni dopo, dalla sua bocca. Così succedeva nella religione babilonese dove l’eroe Marduk trascorreva tregionri nel ventre del mostro marino Tiamat riemergendo poi vittorioso. Anche Giona, nella Bibbia, passò tre grioni nel ventre del pesce.

Ma il novilunio si può rappresentare anche con una scena cruenta: una decapitazione. Un mito greco narra che l’eroe Perseo tagliò la testa della Gorgona con una falce d’oro. e l’oro, si sa, è un attributo del sole. Talvolta il lento declinare piena fino al noviluniopuò avere come protagonisti i quattordici spicchi che essa perde, a poco a poco, prima di scomparire ai nostri occhi.

Un mito greco narra che Niobe, sposa di Anfione, re di Tebe, e madre di sette figli e sette figlie, era talmente orgogliosa della sua prole che, un giorno, osò commiserare Latona la quale aveva soltanto due figli: Apollo Artemide. Latona, sdegnata, convocò le due divinità perchè, armate del loro arco, punissero Niobe. Co sì avvenne: i quattordici figlia dell’incauta regina di Tebe furono uccisi a uno a uno dalle frecce divine. Latona simboleggia la luna piena, Niobe quella calante che perde, a poco a poco, i quattordici figli.

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