Nel futuro della medicina organi artificiali o “ibridi”

Il futuro della medicina potrebbe prevedere l’utilizzo di organi per metà artificiali e per metà ibridi, fegato, reni, tiroide prodotta in laboratorio con le cellule staminali.
Si tratta di organi artificiali o bioartificiali, tessuti sintetici e protesi supertecnologiche che potranno ridare benessere a molti pazienti che ad oggi si trovano senza possibilità di cura, in attesa di un trapianto di organo o non idonei ad esso.

Per trattare questo importante argomento si sono riuniti a Roma, all’Università Cattolica, i massimi esperti mondiali del settore in occasione del congresso della Società Europea degli Organi Artificiali (ESAO).

La Esao ha premiato con il riconoscimento Hero Award un ‘eroe’ nello sport e nella vita: Francesco Santonocito, due volte medaglia d’oro per i campionati mondiali di Karate “kumite”, che ha subito per una malattia fulminante l’amputazione di entrambe le gambe sotto il ginocchio.
Antonio Merolli, chirurgo ortopedico del Gemelli spiega: “Il premio, gli viene assegnato per il suo impegno nell’aiutare gli altri e come esempio quotidiano di coraggio e motivazione nonostante la disabilità”.

Al Congresso, sono stati presentati gli ultimi avanzamenti su organi e tessuti artificiali e semi-artificiali, come i reni o il fegato fatti di materiale biocompatibile e rivestiti di cellule umane, come ha spiegato chiaramente Celestino Pio Lombardi, direttore dell’Unità di Chirurgia Endocrina del Gemelli.

“Ci aspettiamo”,spiega Lombardi, “che una persona possa godere di una migliore qualità della vita sostituendo parti e organi del proprio corpo persi per svariati motivi. In futuro questi organi e materiali bioartificiali potrebbero contribuire a snellire le liste d’attesa di trapianti da donatori o potrebbero aiutare pazienti oggi non idonei al trapianto d’organo”.

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