Noli (SV), si coltivano insalate e basilico in fondo al mare

E’ la Liguria la casa della coltivazione idroponica sottomarina, un nuovo modo di dedicarsi all’orto, più che green bisognerebbe dire blue, in quanto le soluzioni nutritive provengono dal mare invece che dal terreno.

In generale la coltivazione idroponica, aggettivo che unisce le parole greche acqua e lavoro, è una tecnica che al posto del suolo si avvale di un substrato inerte (argilla espansa, fibra di cocco, lana di roccia) che verrà poi irrigato da una soluzione nutritiva (acqua più sostanze inorganiche); nel caso sperimentale ligure la coltivazione verrà portata avanti senza essere innaffiata, basterà infatti, porre le colture in biosfere trasparenti e lasciarle crescere in fondo al mare.

La notizia non può che far piacere soprattutto alle località del pianeta che non godono di un buon clima e si trovano alle prese con un clima estremo, adesso basterà loro avere una laguna protetta per dedicarsi alla produzione di cibo.

E’ la città di Noli con la sua baia (località del savonese), la capofila di questo progetto sperimentale battezzato “Orto di Nemo”.  Si tratta del secondo anno di prova, l’anno scorso le colture si erano concentrate solo sul basilico, prodotto indiscusso della regione, quest’anno a crescere in biosfere si sono aggiunte tre tipologie di insalata.

Mestel Safety, una società del gruppo Ocean Reef che opera nel settore della subacquea, ha portato avanti l’esperimento allestendo tre semenzai in biosfere trasparenti a 100 metri dalla riva e a 8 metri di profondità. L’ideatore del progetto è Sergio Gamberini, amministratore della stessa società, l’orto di Nemo in numeri complessivi si traduce in 2000 litri di struttura nella quale possono operare ben 3 “contadini” subacquei.

La data della semina, il 25 luglio, rappresenta per Noli l’inizio di una nuova economia, e già dopo due mesi, le piantine, cresciute rigogliose, sono state raccolte.

Grande è stata la soddisfazione del team nel vedere che la desalinizzazione ha funzionato in maniera completa e non c’è stato bisogno di alcun apporto aggiuntivo di acqua dolce.

Al substrato costituito da fibra di cocco, sono stati soltanto aggiunti una serie di minerali di sostegno ma per il resto si tratta di un sistema idroponico al 100% autosufficiente.

Come prevedibile dai paesi caldi tropicali non si sono fatte attendere le richieste, saputo del successo passato delle coltivazioni di basilico, si sono fatte avanti stringendo l’occhio alla possibilità di produrre insalata.

A cominciare da una società saudita che ha acquistato una bella biosfera da dedicare proprio alla crescita dell’insalata, che invece del profumo di Mediterraneo, crescerà grazie al merito delle rinomate acque dell’Oceano Indiano. Anche le isole Maldive, paradiso turistico indiscusso, sembrerebbero interessate alla coltivazione sottomarina.

Tuttavia Mestel Safety ha gli occhi già puntati verso il futuro e verso l’ambito EXPO 2015, ormai alle porte. L’idea è quella di trasformare la cultura pioniera ligure in una proposta commerciale che faccia gola all’evento internazionale che si terrà in terra milanese. Di sicuro, il progetto ha un avvenire in crescita e apre le porte a molti  studiosi e giovani universitari. La coltivazione sottomarina è una soluzione economicamente sostenibile, il test di idroponia che produce acqua dolce dalla desalinizzazione naturale è molto meno oneroso che il trasporto della terra per colture sott’acqua.

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