Non perdetevi il tetto verde!

Nicholas SG Williams, Jeremy Lundholm e J. Scott MacIvor dell’Università di St Mary, la York University in Canada e l’Università di Melbourne in Australia, hanno condotto un sondaggio a livello mondiale sui tetti verdi, spaziando dal Sud Africa all’Europa, al Nord America e all’Australia. Delle sei teorie sulla possibile biodiversità derivante dalla conservazione di alcuni habitat all’interno di questi tetti, e una relazione che li descrive apparirà presto sul Journal of Applied Ecology con questo titotlo: “I tetti verdi possono contribuire alla conservazione della biodiversità urbana”?

La ricerca è iniziato con una serie di articoli sulla sostenibilità all’inizio di quest’anno con il tema “Energia per le persone”. Ora i tetti verdi sostenibili sembrano destinati a diffondersi anche a favore di grandi edifici civili. Sembra però che quando i risultati della ricerca saranno pubblicati, non costituiranno una prova certa che tali affermazioni siano corrette. Le comunità non si equivalgono per quanto concerne la preservazione di certe aree di suolo. Il crescente bisogno di ricerca ecologica in collaborazione con architetti e tecnici delle industrie di costruzione “ci darà eventualmente, i primi” ingegneri ecologici.

I piccoli animali devono essere tenuti in grande considerazione se si vuol trarre un determinato beneficio. Le api urbane, come la Lasioglossum e Halictis possono sicuramente trovare di che nutrirsi sui tetti, i moscerini fungus sono tra le specie che possono sopravvivere in un ecosistema come questo, superficiale, e le comunità dei coleotteri possono far funzionare comunque il loro stile di vita in qualunque pianta legnosa disponibile, nei suoi fiori e semi. Ma gli insetti sono solo parte di un puzzle. L’unica comunità di vertebrati potrebbe essere quella degli uccelli o di alcune piccole lucertole, ma come preda, esse costituiscono una vera e propria popolazione, ed altri vertebrati potrebbero unirsi a questi primi coloni! Che dire di una piccola comunità di scimmie che si nutre dei prodotti delle piante?

Ma restiamo con i piedi e la fantasia per terra, forse sarebbe più saggio concentrarsi sulla promozione di specie che aiutino l’impollinazione o che forniscano benefici agricoli in altri modi, magari favorendo la crescita di colture quali pomodori, peperoni, come hanno fatto a Toronto. In Germania, in particolare a Berlino, i tetti verdi sono nati nel diciannovesimo secolo e ad oggi costituiscono 10% del verde cittadino, del resto le zolle erbose son state utilizzate fin dagli albori dell’umanità (vi dicono niente i giardini di Babilonia?). Esse agiscono anche in città nel miglioraramento del clima (riducendo potenzialmente “effetti serra” e nell’abbassamento delle temperature di 4 gradi Celsius) non solo della zona interessata, ma nell’intera area urbana. Tra i molti effetti benefici, il raffreddamento può essere ridotto del 50-90% e le acque piovane di dilavamento, un problema che solitamente affligge le città, possono esser ridotte grazie alla presenza dei tetti verdi.

Aspettiamo dunque il verdetto finale, ma l’argomento decisivo potrebbe essere che ogni casa potrebbe aumentare il proprio valore di circa il 7%, se avesse un tetto verde. La spesa aggiuntiva di installazione e crezione di un tetto verde è compensata dai vantaggi, come la durata nel tempo e i vantaggi energetici che ne derivano.

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