Oli esausti: la legge consente nuovamente la miscelazione

Cambia la normativa per gli Oli Lubrificanti usati con diverse caratteristiche di pericolosità, potranno nuovamente essere miscelati. Sono passati quattro anni, e con la legge n. 116/2014, art. 8-quinquies, il legislatore ha risolto i limiti posti all’attività di miscelazione con il decreto legislativo che del 2010 introduceva il divieto di miscelare tra loro rifiuti pericolosi con caratteristiche di pericolo differenti.

Queste caratteristiche di pericolosità, i cosiddetti ”codici H”, vengono assegnati dal produttore al fine di segnalare con esattezza l’origine del pericolo del rifiuto in modo che si possano prendere le opportune cautele da parte degli operatori. Ad esempio, una piccola autobotte per la raccolta, se avesse caricato 400 kg di olio usato classificato H4 da un meccanico e, successivamente, si fosse recata presso un’azienda per raccogliere una partita di olio usato classificato H5, secondo questa norma, non avrebbe potuto aggiungerlo a quello raccolto in precedenza in quanto nell’autobotte si sarebbero miscelati differenti ”codici H”.

Perciò l’autobotte avrebbe dovuto rientrare presso il proprio impianto di stoccaggio, scaricare l’olio e dirigersi nuovamente a raccogliere il quantitativo con il diverso codice H.

Il Coou, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati spiega: “Sprechi assurdi e costi insostenibili per molti operatori della filiera, soprattutto se si considera che tipologie differenti di olio usato vengono avviate alla rigenerazione, e quindi miscelate nella fase successiva alla raccolta”.

”Come Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati” spiega Franco Barbetti, direttore Tecnico-Operativo del Coou, “ci siamo subito attivati presso le amministrazioni regionali e provinciali per richiedere l’emissione di autorizzazioni in deroga alla norma appena varata. Ma fin da subito fu chiaro che, per consentire una gestione degli oli usati sostenibile nel tempo, fosse indispensabile ristabilire il corretto recepimento della direttiva europea che, peraltro, non prevedeva tale divieto di miscelazione per gli oli usati”.

“Grazie alla collaborazione con il ministero dell’Ambiente”, conclude, “e con le Commissioni competenti di Camera e Senato, attraverso questo Decreto Legge in materia ambientale si è trovata una soluzione che ha risolto alla radice il problema”.

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