Per un ambiente sostenibile, per un consumo consapevole, per una nutrizione di qualità

Mangiare, nutrirsi, due verbi densi di significato; da necessità fisiologica a mezzo di identificazione culturale a valore religioso e sociale e infine etico. Non solo strumento di sopravvivenza ma espressione di una nostra specifica attitudine verso noi stessi e il mondo, punto di arrivo di un percorso che ha radici nella storia dell’uomo e va di pari passo con l’evoluzione della sua intelligenza e della sua coscienza, denso di implicazioni psicologiche e spirituali.

Il vegetarianesimo sostenuto da motivazioni di tipo etico è ormai un argomento coinvolgente e controverso. La conoscenza degli errori ed orrori degli allevamenti intensivi rende importanti le riflessioni sul consumo di prodotti animali, anche se non è sufficiente la sola scelta vegetariana per assicurarsi una posizione eticamente valida nei confronti degli animali.

L’argomento va affrontato a tutto tondo: nutrirsi con il latte e i suoi derivati, mangiare uova o vestirsi con indumenti di pelle ci coinvolge in egual misura. “Consumare” prodotti di origine animale, non solo la carne, significa muovere un sistema di cui si è parte integrante. Le considerazioni riguardo all’impatto ambientale degli allevamenti intensivi, sia dal punto di vista dei consumi energetici che dal punto di vista del potenziale inquinante e del degrado degli ecosistemi terrestri ed acquatici, portano anche coloro che hanno a cuore la salute dell’ambiente a mettere in discussione il consumo di prodotti di origine animale.

Non si può ignorare che l’allevamento industriale abbia inciso pesantemente sul benessere animale, sulla salute delle biosfera e sulla salute pubblica, basti pensare al preoccupante fenomeno dei batteri resistenti agli antibiotici. Ciascuna specie vivente riceve o dà sostentamento ad altre specie, animali o vegetali, ma ciò che spesso differenzia e caratterizza il comportamento umano verso gli ecosistemi è la sopraffazione e lo sfruttamento.

Esiste anche, d’altro canto, una modalità di allevare gli animali in modo sostenibile per l’ambiente, acquisendo piuttosto le mansioni di custodi del territorio e delle tradizioni locali. Rispettare la vita degli animali che si allevano vuol dire difenderne il benessere, curarli in caso di malattia, nutrirli secondo la loro fisiologia, farli vivere in un luogo adatto alla loro specie e al loro profilo etologico, farli accoppiare naturalmente e infine garantire la conservazione della specie. Vi sono allevatori e tecnici che dedicano la propria vita ad allevare animali con senso di responsabilità e con profondo rispetto nei loro confronti, mettendo amore e passione in questo lavoro. Dobbiamo ricordarci di non abusare dell’ambiente e degli animali, di limitare i nostri consumi e di rendere più consapevoli le nostre scelte, alimentari o meno che siano.

Rispettare la vita è parte di un processo di consapevolezza che ci aiuta a discernere con saggezza le
azioni da compiere.

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