Premio internazionale “Best Climate Practice” per combattere la povertà energetica

Chiunque influisce sull’ecosistema dell’ambiente circostante e, grazie all’intuizione del premio internazionale Best Climate Practice 2014, da quest’anno chiunque abbia idee originali su “Buone pratiche per ridurre la Povertà Energetica” può anche contribuire a migliorare lo sfruttamento delle risorse energetiche, partecipando singolarmente o in squadra con la promozione di progetti innovativi, o riproponendo opere già realizzate in altri contesti sociali e geografici.

L’edizione del concorso promosso dall’International Center for Climate Governance (ICCG) è aperta fino al 15 di ottobre e si concluderà con la premiazione durante la quarta edizione del Think Forward Film Festival 2014, a Venezia, con l’obiettivo di contrastare il divario energetico, unendo istituzioni, grande pubblico, imprese, ricercatori e decisori politici nello sforzo di realizzare le iniziative più promettenti sul tema. Il video migliore verrà infatti selezionato dal pubblico e da una giuria di esperti, per essere poi diffuso in tutto il mondo attraverso la rete di canali dell’ICCG.

Secondo i dati di ICCG infatti quasi un quinto della popolazione mondiale, circa 1,3 miliardi di persone (video in allegato), non avrebbero accesso ad infrastrutture energetiche con standard di efficienza e qualità adeguati. Oltre alle ricadute ambientali e sulla salute umana di una distribuzione iniqua delle fonti di approvvigionamento, gli organizzatori sottolineano come “la povertà energetica è un fattore che aggrava le condizioni di indigenza di larga parte delle popolazioni del mondo”. La traccia del concorso intende insomma combinare le sfide poste dai cambiamenti climatici con le questioni legate allo sviluppo socio-economico, focalizzandosi su alcune questioni come l’artico, la finanza low-carbon, lo sviluppo urbano e le risorse rinnovabili.

Questa scelta scaturisce dall’importanza della povertà energetica, come condizione legata alla mancanza di accesso a forme di energia sicure e sostenibili. Le ricadute più evidenti si notano con effetti negativi sulla salute e sull’ambiente, derivate anche dall’utilizzo di combustibili fossili per le esigenze quotidiane, quindi dalla deforestazione e dalle emissioni di gas serra, corresponsabili appunto dei cambiamenti climatici.

L’intento del Best Climate Practices 2014 è perciò quello di promuovere e sostenere azioni – come iniziative personali o innovazioni collettive – per “la riduzione del divario energetico” in modo sostenibile, secondo il paradigma del green growth. Per partecipare e proporre la propria idea basta leggere il regolamento e scaricare i moduli di iscrizione (http://www.bestclimatepractices.org/contest/), senza limiti di età, nazionalità o esperienze precedenti, come a ribadire che la faccenda riguarda appunto chiunque.

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