La prima carta: il papiro

Il caro vecchio Plinio nei suoi innumerevoli scritti racconta che un antichissimo storico, Cassio Emina, di cui oggi rimangono solo pochi frammenti, scriveva che nel 181 a.C. il cancelliere Gneo Terenzio avesse portato alla luce, lavorando nel suo campo sul Gianicolo, una cassa che aveva contenuto il corpo di Numa.

Dentro questa cassa furono trovati i libri del secondo re di Roma scritti su carta di papiro, conservati perfettamente sembra perchè all’interno della cassa si trovasse un blocco di pietra fisssato ad ogni lato da spaghi incerati. Sopra il blocco, in un incavo, si trovavano i tre libri avvolti in foglie di cedro. Gli scritti vertevano di filosofia pitagorica che, pare per il contenuto vennero in seguito bruciati dal retore Quinto Petilio.

Si scoprì che era una truffa nata per nazionalizzare precetti filosofici di Pitagora.
Il papiro (Cyperus papyrus) che in egizio significa “il regale”, come tutti sanno è un’erba perenne, dai fusti alti, sulla cui sommità si trova un’infiorescenza ombrelliforme.
Gli Egizi lo usarono per fabbricare la carta e in seguito si diffuse nell’area mediterranea. Per ricavarne la carta veniva incisa la parte interna del fusto, bianca e spugnosa, in sottili liste che poi venivano sovrapposte incrociandole e bagnandole: il tutto veniva pressato, lo si martellava o raschiava per renderlo liscio.

Molti fogli venivano poi incollatifino a formare una lunghissima striscia che poi veniva arrotolata in quello che veniva chiamato il volumen, cioè il volume. Il foglio di papiro divenne così sinonimo di carta, poi superato dalla pergamena. Il suo legno serviva in Egitto anche per fabbricare le caratteristiche imbarcazioni che leggere leggere scivolavano sulla superficie del Nilo.

Si favoleggiava che quella su cui era salita Iside per andare alla ricerca delle membra di Osiride fosse stata costruita con canne della pianta e che i coccodrilli, per rispettare la dea, non avessero osato avvicinarsi. Infatti questa pianta era considerata simbolo di gestazione. Segno di Gioia e di Giovinezza, er ail magico scettro delle dee: serviva per costruire splendidi mazzi, emblemi di Trionfo e di Allegria, che venivano offerti agli dei e ai morti.

Il papiro arrotolato significava, come geroglifico, la Conoscenza. Il movimento di avvolgerlo o svolgero corrispondeva ai due movimenti d’involuzione ed evoluzione, ai due aspetti, l’esoterico e l’essoterico, della Conoscenza, all’alternanza di segreto e rivelazione, di non manifestato e manifestato. Daun punto di vista fisico simboleggia le due fasi dello Slancio e del Riposo, dell’Esaltazione e della Depressione.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie