Radio Maria tra eredità degli anziani e onde elettromagnetiche fuorilegge

Il Testamento di Livio
L’emittente che tanti anziani fedeli ascoltano ha lanciato da tempo una campagna di finanziamento discutibile, quantomeno nelle modalità di attuazione.Se ascoltate Radio Maria, vi sarà capitato di ascoltare spot per il sostegno economico a favore del network con sede a Erba (CO). Ciò che non tutti sanno, però, è che uno dei metodi utilizzati per ammaliare gli anziani affinché devolvano la loro eredità è l’invio di una lettera con allegati un questionario e un bollettino postale. Inoltre, l’ufficio marketing dell’Associazione Radio Maria (proprietaria del netpray, più appropriato di network, privato) consente ai lucidi fedeli di una certa età di poter firmare un testamento olografo su un semplice foglio bianco da consegnare ad un notaio. L’emittente caritatevole offre la possibilità, agli utenti che lo richiedessero, di ottenere indicazioni dettagliate sull’operazione “la tua eredità, la nostra felicità ” telefonando al numero indicato.
Infine, l’ultimo gesto di magnanimità cristiana con la rassicurazione di poter elargire una parte del lascito anche ai figli del futuro defunto (considerando il non trascurabile dettaglio che è d’obbligo per legge).
Insomma, una chicca di cristianità nell’etere.

I miliardi di Radio Maria
Anche se sembra paradossale che un’Associazione cattolica possa essere implicata in uno scandalo giudiziario dovuto a bilanci fasulli. Nel 1992, sono stati gli Amici di Radio Maria a portare in tribunale la questione tra la dirigenza uscente e quella subentrante per irregolarità nel bilancio (erano in gioco diversi miliardi). Siamo sicuri che al posto dei pani e dei pesci non ci fossero monete d’oro?

Le antenne
In qualsiasi posto d’Italia voi siate, in qualsiasi momento e con qualsiasi apparecchio ricevente segnali radio potete ascoltare in modo chiaro la radio preferita dai fedeli cristiani. Anche se vi trovate in Svizzera, Spagna, Francia e Balcani la sentirete benissimo. Con il satellite, poi, non c’è posto al mondo dove non trasmette. Sulla penisola italica, Vaticano escluso, si contano 850 ripetitori. Ne sono stati spenti circa 50, ma ne hanno costruiti tanti altri. La nota sacra compensazione antennistica.

I casi più eclatanti si sono verificati a Roma (a Monte Mario, la radio cattolica incideva per il 95% sull’inquinamento elettromagnetico di una scuola elementare), Savona (dove addirittura il segnale di Radio Maria interferisce con il centralino del 118), Imperia, a Napoli (dove la radio ufficiale dei portatori di handicap, Radio Azzurra, è continuamente oscurata dalle sante frequenze), Varese, Pescara, Vicenza, Sondrio (con l’oscuramento di Radio Telepace) e in tante altre zone. Episodi che hanno dell’incredibile, soprattutto per la scarsa risonanza mediatica. Strano, con quei ripetitori dei quali sono in possesso, forse anche su Marte saranno giunte questi riprovevoli accadimenti.
Lo spegnimento dei ripetitori non è casuale. Le onde elettromagnetiche delle antenne benedette risultano, dopo i vari controlli effettuati dai tecnici dell’ARPA (Agenzie regionali per la Prevenzione e la Protezione Ambientale) delle regioni coinvolte, oltre il limite consentito, ergo fuorilegge. La pena inflitta? Semplice oscuramento o rimozione locale delle antenne. Tanto poi ci penserà qualcuno molto in alto (non un’entità ultraterrena o extraterrestre, che dir si voglia) a ripristinare tutto secondo il proprio volere.
Insomma, una radio della Madonna.

“Non c’è laicità possibile, per esempio, se tanto per cominciare non si conviene subito che Satana è un’invenzione della Chiesa per distrarre l’attenzione da se stessi. Chi grida “Al lupo! Al lupo!” di mestiere che altro mestiere può fare se non il lupo?” – Aldo Busi

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