Schettino in cattedra e De Falco trasferito: l’Italia è ribaltata come la Concordia

Notte tra 13 e 14 gennaio 2012. Francesco Schettino è il comandante della Costa Concordia che si avvicina all’Isola del Giglio. In cabina di comando, insieme a lui, c’è una ballerina moldava salita a bordo senza biglietto perché amante del capitano. L’atmosfera è goliardica, gli animi sono eccitati. Schettino si sente il re del mondo e decide di dare sfogo al suo essere sborone avvicinandosi in modo pericoloso all’isola per omaggiarla dell’inchino, mentre l’amante s’inchinava a lui. A bordo ci sono 4.229 persone. La Costa Concordia urta uno scoglio che causa un trincio di 70 metri. La nave imbarca acqua. È il momento di organizzare il salvataggio dei passeggeri. Ora ci pensa il Capitano.

Mi scusi, dov’è il comandante?
Constatata la cazzata, Schettino non si perde d’animo. Dopo aver esclamato: ” Maronn c’aggia cumbinat” (storico motto dei marinai quando le cose non vanno bene) e aver telefonato a tutti tranne che alla Capitaneria di Livorno, decide che è ora di prendere in mano la situazione, dopo averlo fatto fare alla moldava. Decide, così, di lasciare la nave per coordinare meglio le operazioni dalla lancia di salvataggio visto che a bordo l’atmosfera non è che fosse delle più piacevoli. A questo punto, il capitano di fregata Gregorio De Falco, dalla Capitaneria di Livorno, chiama a bordo della Concordia perché in seguito ad una segnalazione dai carabinieri di Prato che a loro volta avevano preso una chiamata partita in origine da una passeggera che vide l’acqua che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò…
De Falco intima a Schettino: “Risalga a bordo cazzo!”. Il comandante campano risponde che col cazzo saliva a bordo, considerato il marasma che c’era. Infatti, è rimasto lì dov’era. Conclusione? Sono morte 32 persone.

Sono stati arrestati Schettino e il primo ufficiale Ciro Ambrosio per omicidio colposo plurimo, abbandono di nave in pericolo e nubifragio. La Procura di Grosseto ha iscritto nel registro degli indagati 12 persone. Il Presidente della Costa Concordia e il comandante Schettino sono indagati anche per responsabilità nella scelta dell’equipaggio che non rispondeva a parametri di competenza richiesti (si narra che la scelta fosse stata effettuata dopo la conta sulle note di Am blim blom). L’ex capitano della Concordia è agli arresti domiciliari in attesa del processo.

Cosa combina nel frattempo?
È un uomo molto richiesto, Schettino. Dai talk show alle feste di gala. Addirittura, c’è chi, come l’Università “La Sapienza” di Roma, lo ha voluto in cattedra per insegnare la gestione del pericolo dal titolo “quando vedete qualcosa che non va, scappate!”. Un irresponsabile che in preda ai fumi degli ormoni ha condotto all’uccisione di 32 persone insegna? E cosa, come ucciderne di più?

Intanto, è notizia di oggi che il capitano di fregata De Falco è stato trasferito senza motivo dal settore operativo della Capitaneria di Livorno in altri uffici. Il protagonista di questa scelta incomprensibile commenta amaro: “A me il trasferimento e a Schettino la cattedra”. Tutto normale.
L’Italia, caro De Falco, è come la Concordia dopo l’urto con lo scoglio: se lo vedi sottosopra, ti sembrerà normale.

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