Semi di psillio: il vostro intestino vi ringrazierà

Originario del Mediterraneo e del Medio Oriente, lo psillio o Plantago psyllium è una pianta erbacea annuale amante dei terreni semisabbiosi. In erboristeria se ne utilizzano i semi essiccati.

Questi buffi semi hanno un rivestimento ricco di mucillagini, ossia polisaccaridi appartenenti alla categoria delle fibre idrosolubili. Come tali, assorbono una gran quantità di acqua dal lume intestinale formando un gel che aumenta il volume delle feci e ne riduce la consistenza, stimolando così i movimenti intestinali e facilitando l’evacuazione, per questo sono molto consigliati per chi soffre di stipsi cronica. Ma non è tutto, queste mucillagini hanno la proprietà di ridurre l’assorbimento intestinale dei grassi, con riduzione in particolare del colesterolo LDL (colesterolo cattivo), senza apprezzabili modifiche dei trigliceridi e del colesterolo HDL (colesterolo buono). Lo stesso principio vale per gli zuccheri con effetto ipoglicemizzante, quindi va bene anche per i soggetti diabetici e potenzia l’effetto dei farmaci ipoglicemizzanti. I livelli di zucchero non risultano modificati, invece, nelle persone non diabetiche.

In generale si utilizza la polvere micronizzata in dosi giornaliere che variano dai 2 ai 10 grammi, che si possono assumere in due o tre somministrazioni.
La polvere deve essere sciolta in acqua, latte o succhi di frutta. È importante ricordare che deve essere assunta con abbondanti quantità di liquidi. Per ridurre alcuni dei seppur rari effetti indesiderati, si consiglia di iniziare con una dose bassa e aumentarla gradualmente fino alla quantità efficace. Sono in commercio prodotti alimentari come biscotti, pane o snack che contengono la buccia dei semi di psillio e quindi le fibre solubili.

In alcuni casi possono comparire dolori addominali, flatulenza, diarrea, nausea e costipazione. Sono state segnalate rare reazioni allergiche per ingestione o inalazione della polvere.
Si raccomanda di assumere la polvere di psillio sempre con abbondanti quantità di liquidi affinché le mucillaggini possano rigonfiarsi adeguatamente per non rischiare di causare costipazione. In gravidanza e allattamento è sicuro se utilizzato in modo appropriato.
Nei diabetici monitorare con attenzione i livelli di zucchero nel sangue e le possibili interazioni con i farmaci assunti, le cui dosi possono richiedere un aggiustamento.
È controindicato in caso di ostruzione o altre condizioni che possono portare a occlusione intestinale.

Lo psillio può ridurre l’assorbimento intestinale di sostanze terapeutiche, sia naturali sia sintetiche, pertanto si consiglia di assumere le altre sostanze almeno un’ora prima o almeno tre ore dopo l’ingestione dello psillio.

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