Sostegno ai nuovi poveri: nuova rete assistenziale a Milano

Dobbiamo fare i conti, e come dice un vecchio adagio, tutti i nodi vengono al pettine. Sono sempre più numerose le famiglie che si trovano in condizioni precarie, e la povertà è in aumento, le cause, inutile ripetersi le conosciamo ormai fin troppo bene. Sulla bese di questo assunto, una banca e un’associazione antimafia si sono unite per dare sostegno alla nuova realtà della povertà nella zona sud-ovest di Milano. E’ il progetto “Salvafamiglie” cresciuto in seno alla neonata collaborazione fra Libera e Bnl con il fine di creare un rete per quei nuclei familiari in condizioni di povertà ed esclusione sociale.

L’obiettivo? Moltiplicare il numero di persone accompagnate e sostenute, e semplificare l’accesso al sistema welfare territoriale, rendendolo più efficiente.

Non è certo un caso se sono state coinvolte realtà del volontariato, del privato sociale e delle istituzioni attive sui beni confiscati alle mafie poichè la Lombardia è la quinta regione in Italia in quanto a beni confiscati dopo Sicilia, Calabria, Campania e Puglia.
Teatro di questa iniziativa sarà Libera Casa, una villa confiscata nel Comune di Trezzano sul Naviglio. Da parte sua, Bnl ha messo a disposizione le risorse per finanziare il progetto e le competenze professionali necessarie sia per gestire e monitorare gli obiettivi prefissati, che per contribuire alla valorizzazione delle attività svolte.

I pilastri della rete di sostegno sono: l’Associazione di solidarietà familiare “il Balzo”, nel Comune di Milano (sostegno scolastico, volontariato e tempo libero); l’associazione di volontariato e solidarietà familiare per la salute mentale “Club Corsico onlus” di Corsico (Milano), che raccoglie gli utenti e le famiglie dei comuni del distretto specifico (attività prevalentemente socio sanitarie, inserimenti lavorativi, iniziative ludiche-socializzanti); la Caritas di Assago (sportello di ascolto e distribuzione di alimenti); la cooperativa “La Cometa” di Abbiategrasso, che gestisce 3 beni confiscati tra Albairate e Zelo Surrigone (inserimento lavorativo, un centro di mediazione familiare, housing sociale e comunità alloggio per disabili); la cooperativa “Contina di Rosate” (percorso residenziale pedagogico-riabilitativo con possibilità di accoglienza anche di coppie con o senza figli e ragazze madri; laboratorio di falegnameria e restauro del mobile, attività agricola, officina meccanica, attività edile e restauro architettonico, sostegno scolastico, supporto psicologico e psicoterapia individuale e/o di gruppo); la comunità agricola Tainate di Noviglio (percorso residenziale pedagogico-riabilitativo; laboratorio di falegnameria e restauro, attività agricola); la Comunità Alpe Brunedo di Germasino (Como) (scuola di alfabetizzazione e preparazione per la licenza elementare e la licenza media inferiore per minori italiani e stranieri al di fuori dell’età di obbligo scolastico, soggiorno).

Inoltre è prevista la collaborazione con il Dipartimento giustizia minorile di Milano, presso il carcere minorile Beccaria. Questa collaborazione prevede interventi di manutenzione su beni confiscati. Si tratta, in questo caso, di un primo soggetto fruitore della rete, con 500 minori interessati da misure detentive e 18 operatori, che potrà beneficiare, nell’ambito delle proprie attività, dei servizi e delle opportunità offerte per i minori in stato di detenzione o comunque seguiti dalla struttura.

Sono sconcertanti i dati dell’ultimo rapporto di Save the Children sulla Lombardia, in cui si stima che un bambino su dieci viva in uno stato di povertà assoluta (150mila casi) e che l’abbandono scolastico dopo la licenzia media arrivi al 17,3%; l’accesso agli asili nido pubblici è del 17,9 per cento.
Ma non si tratta esclusivamente dell’impoverimento delle famiglie, vi sono poi l’indebolimento del welfare e i tagli ai fondi all’infanzia.

Non a caso la Caritas ha rilevato che dal 2010 al 2013 le persone che hanno richiesto assistenza alimentare alle mense per poveri o ad altre realtà che operano sul territorio, sono cresciute di oltre il 26% (dato peggiore del nord Italia subito dopo il +40% dell’Emilia Romagna).
Le nuove povertà interessano fasce sempre più ampie di popolazione: dai minori agli anziani, dai lavoratori dipendenti ai piccoli imprenditori. Sono i nuovi poveri che son costretti a confrontarsi con una situazione del tutto nuova, alla quale arrivano impreparati, senza avere spesso strumento alcuno o conoscenze che li aiutano ad affrontare una situazione così grave, dando vita a problemi di natura psicologica, dovuti all’impoverimento. In questo contesto è particolarmente fragile la zona di Milano sud ovest, che con una popolazione di circa 500mila abitanti è un territorio a forte rischio povertà e ad alta densità di criminalità organizzata.

Il progetto “Salvafamiglie” è stato presentato oggi alle 11,30 nel centro socioculturale di via Manzoni 12 a Trezzano sul Naviglio (Milano). Prevista la presenza di don Luigi Ciotti, presidente di Libera, Gianfilippo Pandolfini, chief operating officer di Bnl Gruppo Bnp Paribas, Gabriella Stramaccioni, responsabile del dipartimento Politiche sociali di Libera, Paola Fanelli, manager di Bnl, Oreste Invernizzi, direttore territoriale Retail e private Nord Ovest della Bnl e Davide Salluzzo, referente regionale di Libera Lombardia.

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