Squali assassini o assassinati? Nuove norme anti-estinzione

Li chiamano squali assassini, eppure gli squali sono solo delle vittime. Le loro pinne finiscono in zuppe orientali, la loro carne giunge sulle tavole di tutto il mondo, a volte senza che il consumatore lo sappia, il loro habitat è sempre più minacciato da inquinamento e da reti da pesca. È l’ uomo il suo più grande assassino. Tuttavia non c è documentario che non evidenzi le strabilianti attività predatorie spesso facendo leva soltanto su aspetti sensazionalistici (trasformando quello che è solo istinto in un set cinematografico horror), mettendo in risalto attacchi sporadici all’uomo e accennando nei “titoli di coda” il problema conservazionistico.

Gli squali sono specie carismatiche, abitanti del blu dai tempi preistorici, con i loro caratteri antichi sono sopravvissuti alle vicende anche più terribili del nostro pianeta, eppure nell’ epoca postmoderna a causa dell’uomo, rischiano di sparire per sempre. Il tentativo di salvataggio giunge nei nostri giorni da norme internazionali entrate in vigore il 14 settembre.

Lo scopo è di rafforzare la protezione per cinque specie di squali minacciati dalla pesca eccessiva.
Il commercio di animali e di piante che possono diventare a rischio di estinzione, se sono raccolte in modo non sostenibile, è regolato dall’Appendice II del Trattato Cites, e adesso saranno necessari permessi speciali per esportare esemplari vivi o carne e pinne di tutte le specie esistenti di manta e di cinque specie di squalo: squalo longimano, (Carcharhinus longimanus), squalo martello smerlato (Sphyrna lewini), squalo martello maggiore (Sphyrna mokarran), squalo martello comune (Sphyrna Zygaena) e squalo smeriglio (Lamna nasus).

Lo squalo longimano, cosiddetto per via della lunghezza delle sue pinne, che terminano con una punta bianca, è un animale solitario che vive sempre in mare aperto. Nuota lentamente ma è capace in prossimità di cibo di scatti rapidissimi. Studi americani conclusi nel 2000 segnalano una diminuzione del 70% della popolazione Atlantica e nel Golfo del Messico sembra diminuito del 99%. Questo pesce, lungo 4 metri per 170 kg di peso, fu definito dall’oceanografo J. Cousteau “il più pericoloso di tutti gli squali”. In realtà bagnanti e sportivi possono stare tranquilli, perché è raro che si avvicini alla costa, ma la sua indole aggressiva e curiosa ha sempre minacciato i marinai naufraghi del passato. Quando si attira la sua attenzione, si dimostra un inseguitore di navi, per questo i marinai lo hanno soprannominato “pescecane”.

In pericolo vi sono poi gli squali martello, la cui forma bizzarra della testa gli permette di avere un’ottima capacità di localizzazione elettrica. Infatti, essi hanno una disponibilità di ricezione 10 volte maggiore rispetto ai normali squali e la loro ampia superficie della testa gli serve per orientarsi sfruttando il campo magnetico terrestre e per individuare i campi elettrici emessi da altri organismi viventi. Il martello non è altro che un efficiente strumento per scovare le prede.

Lo squalo martello smerlato è un pesce tropicale, ama le barriere coralline e le baie. Negli ultimi 30 anni la pratica del “finning” (il taglio della pinna dorsale da destinare alla zuppa con conseguente rilascio in mare dell’animale agonizzante) ha ridotto la popolazione del 90%.

Lo squalo martello maggiore è quello più grande delle 9 specie di squali martello esistenti e può raggiungere i 6 metri e i 450 kg. Vive nelle acque di tutto il mondo ed è un cacciatore aggressivo sebbene l’incontro con l’uomo sia più che sporadico.

Sempre della famiglia degli squali martello, cosmopolita, presente anche nel mediterraneo e sempre altamente in pericolo vi è lo squalo martello comune, animale ben più piccolo (si fa per dire) che raggiunge dimensioni medie intorno ai 3 metri.

Infine, tra i cinque squali che saranno sotto controllo, vi è lo squalo smeriglio, peso 500 kg e lunghezza di 3,6 metri circa, spesso a insaputa dei consumatori finisce nel piatto delle nostre tavole. Il suo nome (da cui smerigliare) ricorda l’utilizzo antico della sua pelle essiccata, lo zigrino, utilizzata dagli artigiani prima della venuta della carta vetrata. Nel mediterraneo, il riscaldamento delle acque lo sta rendendo sempre meno comune. Sono diverse le segnalazioni della sua presenza in Adriatico.

Gli squali sono animali che per il loro nuoto maestoso e per la loro forza fisica affascinano da sempre l’uomo, l’evoluzione li ha premiati rendendoli perfette macchine predatorie, ma diversamente da altri pesci, essi si riproducono a ritmi relativamente lenti e la continua pesca eccessiva per la loro carne, cartilagine e pinne potrebbe causarne un irreversibile declino.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie