800mila anni di gas serra, non c’è più tempo, allarme ONU

L’Ipcc, il gruppo intergovernativo di eseprti sul clima dell’Onu, ha diffuso proprio oggi un rapporto piuttosto allarmante: “resta poco tempo per riuscire a mantenere l’aumento della temperatura entro i due gradi centigradi” e pertanto “serve a livello mondiale ridurre le emissioni dal 40% al 70% tra il 2010 e il 2050” e “scendere a zero entro 2100”. E continua:
“L’atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, la quantità di neve e di ghiaccio sono diminuiti, il livello del mare è cresciuto e la concentrazione di gas serra ha raggiunto un massimo senza precedente da 800mila anni”.

Senza dubbio, come sottolina l’Iccp la parte sostenuta dall’uomo sul sistema climatico è ormai ben evidente: “Se non controlleremo queste incidenze, i cambiamenti climatici aumenteranno il rischio di conseguenze gravi, generalizzate e irreversibili per gli esseri umani e gli ecosistemi”. Nonostante la situazione sia davver ograve, il presidente dell’Ipcc, Rajendra Kumar Pachauri dichiara: “abbiamo i mezzi per limitare i cambiamenti climatici” ed “esistono numerose soluzioni”: “Abbiamo bisogno soltanto di volontà”. Youba Sokona, copresidente dell’Ipcc aggiunge: “è possibile, a livello tecnico passare a un’economia a basso livello di carbone. Ma quello che manca sono politiche e istituzioni appropriate per arrivarci. Più aspetteremo per prendere delle disposizioni, più l’adattamento ai cambiamenti climatici e l’attenuazione di questi effetti costeranno caro”.

IL nostro ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti ha commentato su Twitter: “Il rapporto dell’Ipcc sul gas serra è una chiamata alla responsabilità per il mondo, L’Europa guida verso Lima e Parigi 2015 ma ora serve presa di coscienza globale”.

“Ora tocca ai governi: devono usare questo ampio mandato, reperire e usare in modo corretto ed efficace i miliardi necessari per questa fase di transizione, e mettersi d’accordo sulla via da seguire per un accordo globale sul clima” ha sottolineato in una nota Mariagrazia Midulla, la responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia, “tra un mese, a Lima, si riunisce la Conferenza delle Parti Onu sul Clima: vogliamo che si esca dai riti e dai tatticismi e si cambi davvero passo. Ne va della stessa credibilità dei leader del mondo”. Il rapporto dell’Ipcc, sottolinea Midulla, “ci dice che noi siamo la causa e che la nostra dipendenza dai combustibili fossili è di gran lunga la principale fonte di inquinamento che sta cambiando il nostro clima”.

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