Antartide, fallito il tentativo di creare riserve marine protette

Russia e Cina bloccano l’accordo sulla creazione di un’area  protetta  in due grandi aree del Polo Sud. Gli esperti sostengono che l’Antartide è un vero e proprio tempio della biodiversità con oltre 16mila specie conosciute presenti tra cui balene, foche, pinguini, albatros e pesci di ogni tipo.

Il progetto per la conservazione e lo sfruttamento sostenibile dell’oceano Antartico è da circa 3 anni sul tavolo della Commissione per la conservazione delle risorse biologiche in Antartide: un piano che coinvolge 24 Paesi oltre all’Unione Europea, tutti riuniti a Hobart, in Australia, per mettere a punto la strategia.Tuttavia oltre 10 giorni di colloqui non hanno portato a un accordo sulla proposta della Nuova Zelanda di creare una zona protetta nel Mare di Ross e su quella di Australia e Unione europea per un’area di salvaguardia da un milione e 600mila km quadrati nell’Antartide orientale: due zone che insieme costituirebbero la più grande riserva marina del pianeta.Affinché il piano passi, tuttavia, è necessario l’accordo di tutti i 25 membri della Commissione ma Russia e Cina si sono opposti chiedendo più tempo e più dettagli. E’ la quarta volta dal 2012 che gli sforzi per la creazione di queste aree protette terminano con un nulla di fatto.

Ma per istituire le riserve serve un accordo tra i membri della Commissione. La Russia continua ad opporsi a entrambe le proposte, chiedendo di ridurre la dimensione delle aree protette e di limitare a 10 anni il divieto di pesca, mentre la Cina non ha dato il suo appoggio alla riserva nell’Antartico orientale.

L’ alleanza per l’Oceano Antartico, una coalizione di 30 gruppi ambientalisti fra cui Greenpeace e WWF, ha accusato Cina e Russia di impiegare tattiche dilatorie. “E’ tragico che mentre la maggioranza dei membri della Commissione sia più che pronti a creare una protezione marina significativa nelle acque antartiche, Cina e Russia abbiano ancora una volta bloccato ogni sforzo per negoziare un risultato positivo”, di negoziazione”, ha detto il portavoce dell’Alleanza, Steve Campbell. “Eppure tutte le questioni sollevate finora hanno avuto risposte esaurienti dai proponenti delle aree protette”, ha aggiunto. “Il fallimento di quest’anno danneggia la reputazione del CCAMLR ed è il sintomo di un pericoloso trend globale, in cui gli interessi geopolitici prevalgono su ogni sforzo genuino di proteggere gli oceani per le future generazioni”, gli ha fatto eco Richard Page di Greenpeace. E ha ricordato come più di 1,4 milioni di persone attorno al mondo si siano unite negli ultimi tre anni in un appello globale per una protezione marina di larga scala in Antartide, mentre migliaia si sono attivate con petizioni online, social media ed email ai maggiori leader mondiale per chiedere la protezione. Le acque che circondano l’Antartide sono tra le più incontaminate al mondo, ma sono anche tra le più vulnerabili e il braccio di ferro sul loro destino va avanti da tempo.

L’Oceano meridionale è inoltre considerato un’area essenziale per la ricerca scientifica, sia per lo studio del funzionamento di ecosistemi marini intatti, sia per determinare gli effetti del cambiamento climatico globale.

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