Antibiotici: è emergenza sanitaria, uso eccessivo aumenta diffusione di batteri resistenti

Domani è la Giornata europea degli antibiotici. Nel corso degli anni l’uso eccessivo o improprio di antibiotici è stato collegato alla comparsa e alla diffusione di microrganismi resistenti agli antibiotici, che rendono inefficaci le cure mediche e rappresentano un grave rischio per la salute pubblica. Per combattere l’antibiotico-resistenza in Europa, l’EFSA lavora a stretto contatto con altre agenzie dell’UE come il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l’Agenzia europea per i medicinali, in particolare sulle infezioni che possono essere trasmesse all’uomo da animali e alimenti.

L’uso eccessivo e l’abuso di antibiotici sono considerati le cause della crescita e della diffusione di microrganismi resistenti alla loro azione, con una conseguente perdita di efficacia delle terapie e gravi rischi per la salute pubblica. Un noto esempio di batterio che ha sviluppato la capacità di resistere a più antibiotici è lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (Meticillin-resistant Staphylococcus aureus, in breve MRSA).

I batteri resistenti possono diffondersi attraverso numerose vie. Quando la resistenza agli antimicrobici si verifica in batteri zoonotici presenti in animali e alimenti, essa può anche compromettere l’efficacia del trattamento di malattie infettive negli esseri umani. Nel campo della sicurezza alimentare, i responsabili delle politiche devono proteggere i consumatori dai rischi relativi alla filiera alimentare e attuare le migliori misure di controllo per ridurre tali rischi. Gli scienziati e i valutatori del rischio stanno esaminando i fattori che possono favorire lo sviluppo di batteri resistenti agli antimicrobici negli alimenti e negli animali, allo scopo di fornire adeguata consulenza scientifica alle istanze decisionali.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità sono nove le coppie “batteri-antibiotici” che le agenzie nazionali hanno indicato come le principali minacce per la salute pubblica e tra queste ci sono Staphylococcus aureus e meticillina, Escherichia Coli e le cefalosporine, Klebsiella pneumoniae e i carbapenemi. La resistenza agli antibiotici è un fenomeno che si sta diffondendo in ogni regione del mondo.

Secondo l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), ci sono alte percentuali di resistenza agli antibiotici in batteri piuttosto comuni (responsabili di infezioni del tratto urinario, polmonite, infezioni del sangue). Ad esempio lo Staphylococcus aureus è un batterio Gram-positivo (naturalmente presente nella flora della pelle) che può causare una varietà di infezioni, in particolare infezioni dei tessuti molli, della pelle, delle ossa e sangue, ed è anche la causa più comune di infezioni post-operatorie. Un’altra tendenza preoccupante che è stata sottolineata nel rapporto dell’Oms è la diffusione della resistenza ai carbapenemi: in Italia la percentuale di resistenza riportata nel documento è pari a circa il 25%, inferiore solo a quella della Grecia, tra i paesi dell’Europa occidentale.

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